Mieli racconta la Grande guerra all’Aquila

Il giornalista oggi in un convegno organizzato dalla Fondazione Carispaq
L’AQUILA. La Fondazione Carispaq celebra l’anniversario della fine della Grande guerra con un convegno intitolato “L’Italia della Vittoria, a cento anni dalla fine della prima guerra mondiale” in programma, oggi con inizio alle 16, nella Sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo sede del consiglio regionale. Parleranno del tema lo storico e saggista Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, e Fabrizio Marinelli, docente ordinario di diritto privato all’università dell’Aquila.
Quasi cent’anni fa terminava il più grande conflitto mai visto. L’Italia fu tra le potenze vincitrici. Una guerra terribile che dalla sconfitta di Caporetto, fino alla riscossa nazionale, che portò l’Italia alla vittoria nel novembre del 1918, costò al Paese circa 680mila morti e innumerevoli feriti e prigionieri. Il 4 novembre celebra la fine della guerra e la firma dell'armistizio, siglato a Villa Giusti a Padova il 3 novembre 1918, con l'Impero austro-ungarico, per far cessare il fuoco su tutto il fronte italiano.
Paolo Mieli ripercorrerà le vicende storiche che hanno portato alla guerra del 1915 – 1918, preceduto da un documentario di repertorio realizzato da Greta Salve, sua collaboratrice con immagini originali dell’epoca e film datati che ne hanno narrato le vicende. A introdurre l’intervento di Mieli e dialogare con lui sarà Fabrizio Marinelli, che ripercorrerà anche una breve storia del Battaglione alpini l’Aquila, l’eroico reparto che ha visto passare tra le sue file decine di migliaia di alpini abruzzesi e di altre regioni.
A margine del convegno l’Associazione nazionale alpini sarà presente con le divise originali della prima Guerra Mondiale e all’interno del Palazzo dell’Emiciclo, nel giardino d’inverno sarà allestita una mostra fotografica, curata da Walter Capezzali, che ripercorre la vita e le gesta di un aquilano: Dante Troiani medaglia d’argento al valore militare per l’eroismo dimostrato durante il primo conflitto, un uomo generoso molto attivo anche negli anni successivi alla fine del conflitto nell’assistenza dei reduci e degli invalidi di guerra.
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