“Mina -Fossati” «Il nostro album sul presente»

20 Novembre 2019

Il cantautore genovese presenta il progetto in uscita venerdì: «Lavorare con lei è una gioia» 

«Ci siamo posti l’obbiettivo di essere espressivi e abbiamo lavorato sull’idea di essere degli attori che raccontavano le storie di queste canzoni». Comincia così il racconto di un avvenimento storico per la canzone italiana Ivano Fossati alla presentazione milanese dell’album “Mina Fossati”, in uscita venerdì, 22 novembre. Grande assente Mina, che ormai si sa si fa solo ascoltare. «Abbiamo di Mina l’idea che sia una grande cantante, ma è anche una grande musicista», ha detto poi il cantautore. «Ha un grande pensiero: dietro ogni nota, ogni passaggio, c’è un grande lavoro: ha lo stesso atteggiamento dei grandi jazzisti. E oltre a questo enorme potenziale artistico, è una persona adorabile».
L’album “Mina Fossati” è prodotto da Massimiliano Pani e sarà disponibile in cd digipack, cd deluxe hardcover book, vinile nero, vinile bianco trasparente, special book (contenente un picture disc, un 45 giri di Settembre, un cd e una stampa speciale di Mauro Balletti limitata e numerata).
«Il disco racconta del presente, undici canzoni sul presente, come dire: sul qui e ora, soprattutto quel che è successo, e su questo Mina e io siamo vicini», ha precisato il cantautore genovese che si è ritirato dalle scene nel 2012 . E ha aggiunto: «L’effetto di quello che si ha e che abbiamo cercato è di essere a un metro di distanza da chi ci ascolta, anche considerando che siamo due campioni dell’allontanamento, lei più di me: io da otto anni sono lontano da tutte le cose, dallo scrivere canzoni. Proprio a noi due ebbene è venuto di fare un disco sulla vicinanza, sulla concretezza, sul presente». I due protagonisti della musica italiana per la prima volta uniscono le loro voci in questi undici brani inediti, scritti e composti da Ivano Fossati e cantati dai due. «Il disco dovevamo farlo già nel 1997, ma non è andato in porto per tanti motivi. Quando ho scoperto che Mina ancora pensava a questa idea confesso che mi ha spiazzato un po’, ho avuto qualche esitazione», ha ricordato Fossati. «Poi sono tornato a casa, ho raccontato la cosa a mia moglie e lei mi ha detto: “se dici no a Mina chiedo il divorzio”. Ma è stata una eccezione, lavorare con Mina è una gioia che non mi sarei mai negato, nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina».
«Lei ci pensava ancora perché c’è stima fra noi due. Dopo otto anni passati lontano dai palchi la mia decisione comunque non cambia: non torno a fare dischi né concerti». “Mina Fossati” racconta il presente lasciando parola ai sentimenti, all’amore, a quell’amore che “si perdona anche attraverso il furore del temporale”, l’amore che combatte le battaglie del tempo in un eterno rinnovarsi, quello che crede nonostante i tempi siano oscuri e le montagne siano alte, perfino per chi ci crede. «È rimasta fuori solo una canzone, perché un po’ sdolcinata», ha accennato Fossati. «Mina è una grande cantante che fa raffinatezze incredibili senza farle vedere ed è una persona adorabile: starle accanto dà solennità e quella canzone è per il momento accantonata».
“Mina Fossati” è un lavoro vivace e intenso, fatto di brani dalla sottile impronta blues-rock accostati a ballad dirette e toccanti, dove le voci dei due interpreti sono accompagnate da pianoforte e orchestra d’archi. «Mina è uno scanner: non ascolta ma scannerizza la musica, ascolta tutti i particolari, non è una che canta qualsiasi cosa», ha spiegato l’artista. «Tra noi due c’è un rapporto di completa fiducia; io mi fido delle sue scelte, anche quando sono spiazzanti: tu pensi di starle affianco, ma lei è sempre avanti, e spesso di lato». Questo progetto ha avuto una gestazione di quasi due anni. «Questo è un disco sul presente», ha concluso. «Questa idea viene da qualcosa in cui io credo, ma anche dall’essere stato con lei per 2 anni. Mina non ama il passato ma se la fai parlare di un progetto futuro si accende e diventa un vulcano». «Le voci sono le assolute protagoniste», ha aggiunto Pani. «Fossati ha detto che aveva smesso, poi in studio continuavano ad arrivare canzoni fantastiche. Chi scrive così oggi? Fossati è un gigante. Io sono un suo sorcino».
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