“Moon”, i racconti ispirati all’allunaggio nascono in Abruzzo

15 Luglio 2019

Pubblicato dall’editore teramano Lisciani con 11 storie “provocate” da quel 21 luglio ’69

Bambino, ragazzino, nonno o giovane donna che fosse, nessuno ha dimenticato, è certo, la notte dell’allunaggio dell’Apollo 11. Albeggiava quando dopo ore di attesa, alle 4,56 minuti e 15 secondi (ora italiana) del 21 luglio 1969 Neil Armstrong disse: «Scendo. Sarà un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco passo per l’umanità», titubante nella gonfia tuta bianca da astronauta sull’ultimo gradino della scaletta del Lem Aquila. E mise piede sulla Luna
É passato mezzo secolo, ma per chi c’era, è facile sorridere ancora ricordando l’emozionatissimo Tito Stagno che dagli schermi della tv in bianco e nero faceva la cronaca da ore. «Ha toccato!», disse, anticipando di ben 56 secondi il momento effettivo dell’allunaggio del Modulo. Brillantissimo Ruggero Orlando, il corrispondente della Rai dal centro della Nasa a Houston, Texas, gli rispose: «No, non ha toccato» e fra i due iniziò un breve dibattito. Ci furono risa e applausi degli ospiti in studio.
E per questo 50esimo anniversario della “conquista della Luna”, tanti i saggi divulgativi su quell’evento e il futuro che doveva segnare e non segnò usciti e in uscita. Uno solo, per ora, invece il libro che tratta in chiave narrativa quell’epica impresa. E L’Abruzzo ne è stato la fucìna. Si intitola “Moon - 50 anni dall’allunaggio”, la prefazione (“L’uomo della luna”) è di Tito Stagno, è edito dalla teramana Lisciani Libri ed è uscito il 17 giugno.
Una raccolta di racconti di scrittori affermati e talenti esordienti, in gran parte comunque nati anni dopo quella speciale notte, ma che pure ne hanno sentito il fascino nel tempo e tratto ispirazione per le loro storie. Una mescolanza di età ed esperienze fortemente voluta dall’editore Giuseppe Lisciani e dal curatore del volume, Mariano Sabatini, classe 1971, dunque uno di quelli “che non c’erano”, nato e residente a Roma, che in passato ha firmato trasmissioni di successo, giornalista, commentatore televisivo, conduttore radiofonico e soprattutto scrittore. Ha pubblicato per Salani i romanzi “L’Inganno dell’ippocastano” (di prossima pubblicazione in Francia) e “Primo venne Caino”, che hanno vinto diversi premi, tra cui il Flaiano a Pescara lo scorso anno, il Romiti e il Città di Como. Per “Moon”, suo il racconto “Il lato scuro della luna” che ha per protagonista un anziano subito riconoscibile come abruzzese che così l’autore introduce: «Osvaldo Cataldi Manoja, cognome altisonante di famiglia nobiliare abruzzese, oggi industriali e produttori agricoli su ampia scala, aveva fatto il giornalista in Rai per tutta la vita, ma a ottantaquattro anni era in pensione ormai da venti. Non che si annoiasse. Aveva i libri, il cinema, il teatro, la musica classica, le mostre d’arte, le sue lunghe passeggiate sulle banchine del Tevere, e per i vicoli del centro...»
I racconti sono 11, come il numero della navicella Apollo che approdò sull’unico satellite della Terra. “Casimiro” lo firma Manuela Bertuccelli (1977) di Viareggio, 2 racconti pubblicati alle spalle. “La verità” è scritto da Divier Nelli, toscano di Viareggio, dove è nato nel 1974 e che vive nel Chianti, scrittore, editor, consulente editoriale e insegnante di narrazione. “La dissimulazione onesta” è di Giulio Leoni, romano, tra gli scrittori di gialli storici e di narrativa del mistero più conosciuti all’estero grazie soprattutto alla fortunata serie di romanzi dedicati alle avventure di Dante Alighieri. Ha esplorato anche i territori della fantascienza e dell’horror in molti racconti, e il fantasy cui ha dedicato la trilogia I Canti di Anharra.
Titolo omaggio al Duca Bianco David Bowie, “Space Oddity” per il racconto di Monica Campolo, piemontese che vive a Torre del Lago con la famiglia e i suoi amati gatti, esordio nel 2005 con “L’elisir del diavolo”, al quale seguono numerosi romanzi e racconti ispirati a Stephen King e Agatha Christie.
Stefano Fazzi, chef di Ivrea (1977) che vive tra Ferrara e la Versilia scrive “A stomaco vuoto”, mentre “Il ladro del ’69” è del fiorentino Leonardo Gori, autore del ciclo dei romanzi di Bruno Arcieri e di fortunati thriller storici, editi da Hobby & Work, Rizzoli, Giunti, e coautore di importanti saggi sul Fumetto. “Il razzo di sabbia” è di Fabiana Catani, di Prato, classe 1955. Giada Trebeschi (Reggio Emilia, 1973) firma dalla Germania – dove si occupa di ricerca scientifica – “L’Eredità della Luna”. Paolo Miniussi, “Ritorno alla Luna”, è nato a Pietrasanta il 20 gennaio 1975, 45 anni dopo Buzz Aldrin, nello stesso giorno. Questo segnerà, in qualche modo, la sua vita. Si appassiona presto al Progetto Apollo. Incontra astronauti lunari, e stringe con Ed Mitchell (Apollo 14), un rapporto epistolare e di amicizia. Ha scritto per diverse riviste di Astronomia e Astronautica. Un altro versiliano, il giovanissimo Vittorio Simonelli, 7 luglio del 1998, firma “Il planetario di Johannesburg” che segue diversi racconti pubblicati online.
Mariano Sabatini, nel suo racconto l’anziano e originale protagonista è abruzzese, da cosa è dettata la scelta?
L’idea del libro si è concretizzata a tavola, il professor Lisciani che ci ha invitato in un ristorante bellissimo, nella campagna teramana. Parlavamo di Moon e ci hanno servito un Cataldi Madonna: più che un vino un nettare. E ho deciso e detto che avrei chiamato così, più o meno, il mio protagonista. E sono legato all’Abruzzo, ho passato molte estati a Pineto con la famiglia, e poi sono stato un po’ adottato: ho presentato “L’Inganno dell’ippocastano” a Francavilla, ho vinto il Premio Flaiano, e ne vado molto orgoglioso, poi ho fatto amicizia con Caterina Falconi: espressioni che ho usato, tra il dialettale e i modi di dire abruzzesi, vengono da chiacchierate con Caterina. Mi attrae l’Abruzzo e poi dico che è la regione che più mi ha cercato e ho un debito di riconoscenza.
Lei è il curatore di questa raccolta, come è nata l’idea?
L’idea l’ha avuta Divier Nelli, che è appassionato di astrofisica e cosmonauti, e l’ha proposta a vari editori: il più rapido a raccoglierla è stato Giuseppe Lisciani, con Davide Di Lodovico, l’operativo, che hanno subdorato l’affare: stanno uscendo tanti libri divulgativi, compreso l’onnipresente Vespa, ma elaborazioni narrative no. Divier ha pensato di cooptare 11 autori, di cui 5 affermati più 6 esordienti che vengono dalla sua scuola in toscana collegata alla fondazione Mario Tobino.
Lei è nato nel 71, quindi non ha ricordi diretti dell’allunaggio, come altri autori.
Forse solo Leoni e Gori ne hanno. Io ho “ricordi” solo perché, da esperto di tv, ho guardato e riguardato stralci della storica diretta, con Orlando: mitico, l’ho conosciuto, sono stato per anni autore del “Tappeto volante” di Rispoli e venne anche Ruggero, mi piacque anche dal vivo, mitologia della tv e radio .
E con Tito Stagno come è andata?
L’ho coinvolto io e ne sono fiero. Il professor Lisciani aveva pensato a Piero Angela, ma lo vedevo “inflazionato”, anche se bravissimo. E ho detto: proviamo Stagno, che ha vissuto l’evento. Lui in prima battuta ha detto di no, è riservato e lo vogliono tutti ora, Poi ho parlato con moglie che lo ha convinto e in mezzo pomeriggio ha scritto il pezzo: ha 90 anni ed è gagliardissimo.
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