Moro: «Oggi canto contro la paura e ascolto i ragazzi»

Il musicista romano stasera in concerto a Pescara Un minuto di silenzio per la tragedia di Genova
PESCARA. Torna a Pescara Fabrizio Moro. Reduce dal successo del Festival di Sanremo con Ermal Meta, dove hanno conquistato il primo posto con il brano “Non mi avete fatto niente”, Moro sta percorrendo con il suo tour tutto lo Stivale.
L’appuntamento è fissato al teatro D’Annunzio di Pescara al 18 agosto e chiude il PeFest 2018 (organizzazione Elite Agency Group). Il concerto inizierà alle 21,15 (biglietti: €38 poltronissima numerata, €35 poltrona numerata, €28 gradinata). Con Moro sul palco sarà osservato un minuto di silenzio per il lutto nazionale proclamato in seguito ai tragici fatti di Genova.
Il cantautore e chitarrista romano ha iniziato il suo percorso artistico nel 1996. Lo scorso febbraio ha pubblicato la sua seconda raccolta, “Parole rumori e anni”, che contiene due inediti: “Non mi avete fatto niente” e “Domenica” e 13 canzoni del cantautore rivisitate e riarrangiate. Con Ermal Meta ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2018, conquistando il quinto posto con il successo sanremese. Ad accompagnare Moro sul palco del D’Annunzio una band composta da Claudio Junior Bielli (pianoforte, tastiere e programmazioni), Roberto Maccaroni (chitarra e cori), Danilo Molinari (chitarra), Alessandro Inolti (batteria), Andrea Ra (basso e cori).
Torna a Pescara con una tappa del nuovo tour, partito a giugno dallo Stadio Olimpico di Roma. Che concerto ha preparato per il suo pubblico?
«In due ore e mezza di concerto proporrò tutti i brani che hanno rappresentato il mio percorso artistico fino a oggi, ma in scaletta troveranno spazio anche canzoni che ho scritto per altre persone».
È tornato al Festival di Sanremo con Ermal Meta con un brano che induce alla riflessione. Si aspettava di vincere?
«In realtà non pensavo neanche di partecipare. Poi la voce della nostra collaborazione è arrivata a Claudio Baglioni, che ci ha invitato. È stato un risultato andato oltre le aspettative. Dopo gli attentati in Francia, mi sono arrivate tantissime e-mail di ragazzi preoccupati che una cosa del genere potesse capitare anche qui. Ho proposto quindi ad Ermal di scrivere un brano contro la paura».
Il titolo si riferisce proprio all’attentato al Bataclan…
«Esattamente. Sono le parole di una lettera scritta da una persona che in quell’attentato ha perso la moglie».
Come vive il successo?
«La popolarità è una cosa che non mi ha mai affascinato, ma è un compromesso che bisogna accettare».
Quanto si sente cambiato dai tempi di “Pensa”?
«Sono successe tante cose. Una su tutte: sono diventato padre e già questa cosa ha cambiato parecchio. Le musiche sono diventate lo specchio di quello che sono».
Se si guarda indietro, c’è qualcosa nel suo percorso che farebbe in modo diverso?
«Sicuramente lo affronterei con meno rabbia».
I suoi prossimi progetti?
«Sarò in tour fino a settembre, mi fermerò un mese e poi inizierà il tour teatrale. Sto scrivendo anche un romanzo, che non ha nulla a che fare con la mia storia e che consegnerò al mio editore entro dicembre»
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