Morto lo storico Klaus Voigt, studiò l’esilio ebraico in Italia

22 Settembre 2021

FIRENZE. È morto la notte scorsa all’ospedale di Berlino, dove era nato nel 1938, lo storico Klaus Voigt, 83 anni, i cui studi si sono incentrati sull’esilio ebraico in Italia e le vicende di...

FIRENZE. È morto la notte scorsa all’ospedale di Berlino, dove era nato nel 1938, lo storico Klaus Voigt, 83 anni, i cui studi si sono incentrati sull’esilio ebraico in Italia e le vicende di intellettuali ed esuli oppositori del Reich. Cordoglio per la scomparsa dello studioso è stato espresso dal Museo della Deportazione di Prato: Voigt faceva parte del comitato scientifico dell’ente.
Voigt, si ricorda, ha sempre coltivato un legame profondo con l’Italia, specie con la Toscana e l'Emilia Romagna, come docente presso le Università di Siena e Bologna e come assistente e borsista presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. Ha proposto e curato mostre tra cui viene ricordata “Klaus Mann - Eduard Bargheer. Due esuli tedeschi nella Firenze liberata 1944-45”, ospitata in Palazzo Vecchio nel 2004. Tra i libri dello storico “Il rifugio precario” edito da La Nuova Italia, 1993-’96, in due volumi, sull’esilio ebraico in Italia dal 1933 al 1945, e lo studio della vicenda dei ragazzi ebrei di Villa Emma a Nonantola, “Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga 1940 - 1945”, edito sempre da La Nuova Italia, Firenze-Milano 2002. Appassionato di arte, ha collaborato a lungo con la Akademie der Künste e con il Politecnico di Berlino. In questi ultimi mesi stava lavorando a un libro e alla realizzazione di una mostra sul pittore ebreo tedesco Rudolf Levy, arrestato a Firenze e ucciso ad Auschwitz.