Motta a Pescara: «Canto la speranza di un uomo nuovo»

8 Luglio 2018

Il cantautore premiato alle Targhe Tenco 2018: «Mi sento maturo e Vivere o Morire lo racconta»

[di Rosa Anna Buonomo
PESCARA. «Con questo titolo si capisce da che parte sto, che è quella di vivere. Sono passato da un’accettazione degli errori, mi conosco meglio e sono più felice di prima. Prima descrivevo questo bivio, ma non avevo ancora preso la mia strada».
Così Francesco Motta parla del suo nuovo lavoro “Vivere o morire” (Sugar), premiato alle Targhe Tenco 2018 come miglior disco in assoluto. Il cantautore, polistrumentista e autore toscano si esibirà a Pescara mercoledì 11 luglio, al Terrasound Festival, rassegna musicale organizzata da Best Eventi con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e Grandi Eventi di Pescara. L’appuntamento è fissato alle ore 22, nell’Area Ex Cofa . Biglietti disponibili su circuiti TicketOne e CiaoTickets (posto unico 28,75 euro, diritti di prevendita inclusi).
“Vivere o morire”, uscito lo scorso 6 aprile, si è posizionato direttamente al quinto posto della classifica dei dischi più venduti in Italia e al primo della classifica dei vinili più venduti. Il primo singolo estratto, “La nostra ultima canzone” è top 30 nella classifica radio di Airplay radio indipendenti EarOne. «In questo disco ci sono emozioni diverse», racconta Motta. «Rispetto al precedente, mi conosco meglio. Ho passato più tempo con me stesso, sono una persona più consapevole. Mi sono aperto anche a cose nuove».
Speranza nel futuro, presa di coscienza e consapevolezza. Questo è “Vivere o morire”, ma anche, come sottolinea il cantautore, «maturità. Scelgo meglio il mio tempo adesso». Si parla, inoltre, di felicità, la cui ricerca per Motta «rappresenta tutto. L’amore fa parte di questa ricerca. La cosa importante è essere pronti ad amare e, per farlo, bisogna essere in grado di stare bene da soli, imparare a volersi bene». Nell’album c’è una collaborazione importante. Quella con Mauro Refosco, tra i percussionisti più apprezzati a livello mondiale (tra le band con cui ha lavorato ci sono i Red Hot Chili Peppers). «E’ stato un onore lavorare con lui», sottolinea il cantautore. «In futuro mi piacerebbe collaborare con Jonny Greenwood».
Ad accompagnare Motta sul palco, ci saranno Federico Camici (basso), Giorgio Maria Condemi (chitarre), Leonardo Milani (tastiere), Simone Padovani (percussioni) e Cesare Petulicchio (batteria). «Ho suonato all’Aquila con il vecchio gruppo. Sono molto felice di esibirmi in Abruzzo perché non ci vengo molto spesso», racconta il cantautore. «Cantare in province più piccole, rispetto a Roma, Milano, Firenze, ti dà la possibilità di vedere un altro tipo di pubblico, anche più emozionato e aperto».
Nato a Pisa da genitori livornesi, romano di adozione, Francesco Motta si avvicina molto presto alla musica, grazie alla presenza in casa di un pianoforte. Nel 2006 dà vita ai Criminal Jokers, band punk-new wave con cui incide due dischi. Tra un progetto discografico e l’altro, collabora con noti artisti della scena musicale alternativa. Appassionato di cinema, nel 2013 fa incontrare le due passioni, frequentando il corso di Composizione per Film al Centro sperimentale di Cinematografia. Il primo disco, “La fine dei vent’anni”, è uscito nel 2016 ed è stato accolto con grandi consensi di critica e pubblico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA