Muccino sbarca in tv con “A casa tutti bene” serie tratta dal suo film

Il cineasta non è il solo a passare al piccolo schermo, scelto nel tempo da Lynch, Sorrentino, Giordana, Scorsese, Allen
Gabriele Muccino arriva in televisione. Lo fa (il prossimo dicembre su Sky e, in streaming, su Now) con “A casa tutti bene - La serie”, tratta dall’omonimo film del 2018, campione di incassi nonchè vincitore del David di Donatello.
La presentazione avverrà alla Festa del Cinema di Roma dove la serie (prodotta da Sky e da Lotus Production) parteciperà come evento speciale fuori concorso il 21 ottobre. Protagonista di “A casa tutti bene - La serie” è la famiglia Ristuccia, proprietaria da quarant’anni del ristorante San Pietro, uno dei più rinomati locali della capitale, nei pressi del Gianicolo. Vi lavorano Carlo (Francesco Scianna), figlio di Pietro (Francesco Acquaroli) e Alba (Laura Morante), con la nuova compagna Ginevra e la sorella Sara, mentre l’altro figlio, Paolo, che non ha mai partecipato alla gestione del ristorante, è appena tornato a casa dalla Francia, sfinito da un divorzio e senza un soldo in tasca.
Anche Carlo ha una moglie, Elettra (Euridice Axen) e una compagna, Ginevra, mai accettata dalla famiglia. Ha un marito anche Sara, Diego, che però le è infedele. La situazione, già di per sè complicata, precipita quando i Mariani, un altro ramo della famiglia, reclamano un posto all’interno dell’attività, minacciando di far riemergere un terribile segreto dal passato dei Ristuccia. A dirigere la serie, che vede nel cast anche Emma Marrone (è Luana, la compagna di Riccardo Mariani), è come dicevamo Gabriele Muccino.
In realtà per lui si tratta di un ritorno alla tv visto che, ormai qualche anno fa, ha diretto alcuni episodi di “Un posto al sole”. Insieme a lui, nel nutrito elenco dei registi della soap di Raitre, c’è anche Stefano Sollima, che deve molto del suo successo proprio alle serie televisiva . La sua firma, infatti, è su “Romanzo criminale - La serie” e sull’acclamato “Gomorra - La serie”, insieme a film come “Suburra” e “Acab – All Cops Are Bastards”. In realtà l’elenco dei registi prestati alle serie tv è assai lungo. Citiamo, ad esempio, Paolo Sorrentino, Premio Oscar per “La grande bellezza” e Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per il film “È stata la mano di Dio”, che nel 2016 ha diretto (e scritto) la serie di Sky Atlantic “The Young Pope” con Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando.
Oppure Marco Tullio Giordana che nel 2003 ha diretto “La meglio gioventù”. Ricco anche il carnet di registi d’oltreoceano che hanno fatto capolino nel piccolo schermo. Ricordiamo, ad esempio, David Lynch che in sostanza è stato il primo cineasta a dedicarsi al piccolo schermo con la serie cult “Twin Peaks”; e ancora Martin Scorsese (è sua la docuserie di Netflix “Fran Lebowitz - Una vita a New York”); Ridley Scott (“Raised by Wolves”, targata Sky Atlantic); Woody Allen (con la sua “Crisi in sei scene”, serie tv diretta e interpretata, insieme a Miley Cyrus, per Amazon; e Steven Spielberg che nel 1971 ha diretto “Giallo da manuale”, primo episodio della prima stagione dell’indimenticabile (anche perché ancora trasmessa) “Il tenente Colombo”, che ha il volto, perfetto, di Peter Falk .
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