Muore il vice preside Zappalorto: tragedia il primo giorno di scuola

Il docente, 51 anni, stroncato da un malore in casa. Inutile la corsa in ospedale, lascia la moglie e 2 figli La dirigente in lacrime: dolore immenso e inaspettato. I ragazzi: era un uomo forte e un prof speciale
CHIETI. È crollato sul pavimento di casa mentre si preparava per affrontare il primo giorno di scuola. Non c’è stato niente da fare per Luca Zappalorto, 51 anni, vice preside dell’istituto d’istruzione superiore Luigi di Savoia, la scuola più grande della città con 1.600 studenti: è morto in ospedale, ieri mattina, dopo un malore improvviso. «È stato un uomo forte: chi lo conosceva bene sa quanto era bravo nel suo lavoro», scrivono i ragazzi su Instagram. La preside Anna Maria Giusti è sotto choc: «Domenica sera ci siamo sentiti l’ultima volta, al telefono, alle 22.26. Mi rassicurava sul fatto che fosse tutto a posto in vista della riapertura. È una tragedia infinita, un dolore immenso», dice con la voce rotta dalle lacrime, dopo aver portato l’affetto di tutta la scuola alla moglie Monica e ai figli Martina, 20 anni, e Mattia, 23. «Era il mio collaboratore vicario dal 2016, una persona stupenda sia dal punto di vista professionale che umano».
Ieri mattina, nella sua villetta a schiera di Colle Sant’Antonio, a Bucchianico, Zappalorto si era alzato per fare colazione. All’improvviso si è accasciato a terra. Il primo a soccorrerlo è stato il figlio Mattia, che ha sentito il tonfo e ha telefonato al 118. Quando sul posto è arrivata l’ambulanza, il vice preside era ancora vivo. Ma il suo cuore ha smesso di battere in pronto soccorso. «Monica», prosegue la preside, «mi ha telefonato poco dopo le 7. Era sconvolta. Adesso anche noi siamo tutti increduli e storditi per questo dolore inaspettato. Quello che è accaduto ci sembra assurdo, impossibile, inspiegabile».
Domenica, la preside e Zappalorto si sono sentiti più volte al telefono. «Anche durante il Gran Premio di Formula Uno, una delle sue passioni, Luca non aveva smesso un secondo di occuparsi del rientro in classe», racconta la dirigente Giusti. «I nuovi orari per garantire le coincidenze con le corse degli autobus, le circolari, gli avvisi, la piattaforma per controllare i Green pass: Luca, come al solito, non aveva tralasciato niente».
Nelle ore precedenti al malore, il docente aveva accusato dolori addominali. Ma nulla che potesse far ipotizzare una tragedia del genere. «Luca viveva una vita piena», continua la preside. «Era attento alle esigenze e ai problemi di tutti. Era il nostro punto di riferimento: sapeva relazionarsi con i colleghi, con i ragazzi e con le famiglie».
Insegnante tecnico-pratico nel laboratorio di informatica, quest’anno avrebbe ricoperto a tempo pieno l’incarico di collaboratore vicario della preside. «Nel suo lavoro ci metteva passione e una disponibilità immensa. Era diventato esperto di organici ed era in grado di risolvere anche le questioni più complicate. Aveva una grande carica umana: ci sentivamo in ogni momento della giornata, c’era una sintonia perfetta».
Ieri mattina, tra i banchi delle Industriali, a prendere il sopravvento è stata la commozione. «È come se un velo di dolore avesse avvolto il di Savoia e il Pomilio, l’altra scuola da me presieduta, con la quale la collaborazione è totale». L’ultimo pensiero della preside è per Martina e Mattia. «Sono spauriti, spaesati. Io li abbracciati forte, Luca era molto orgoglioso di loro. Domani Mattia ha un esame all’università. Gli ho consigliato di farlo, nonostante il dolore lacerante. Perché così il papà avrebbe voluto».
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