Musica, balli, folclore e sagre: il ritorno di “Valfino al Canto”

9 Agosto 2022

Da oggi a giovedì la manifestazione che richiama ad Arsita migliaia di persone Il britannico “The Guardian” la colloca tra i 20 migliori festival popolari in Europa

ARSITA. Musica, ballo e cultura popolare, tradizione e folclore per Valfino al Canto, manifestazione che ogni estate anima Arsita, paese teramano aggrappato al monte Camicia. Giunta alla 28ªedizione, la tre giorni organizzata dall’associazione Altofino si svolgerà da oggi a giovedì 11, in parallelo alla 37ª Sagra del Coatto (carne di pecora cotta lungamente), organizzata dalla Pro Loco.
Valfino al Canto, che ogni agosto richiama migliaia di cultori e appassionati in un paese che non arriva a mille anime, è nata come operazione di recupero delle tradizioni orali contadine e pastorali di Arsita e del Gran Sasso orientale e man mano ha contribuito a rivitalizzare le tradizioni artistiche di queste valli. Saranno tre giornate di festa, tra musiche, canti e balli tradizionali, ascolto e apprendimento, con piazzette, vicoli e angoli arsitani teatro di musicisti, artisti, attori: suonatori e cantori della Val Fino, delle valli vicine e altre più lontane, da Balcani, Andalusia, Normandia, Sud America. Direzione artistica degli etnomusicologi Marco Magistrali e Carlo Di Silvestre. Caterina Cacciatore, presidente associazione Altofino, ricorda che «secondo la testata britannica The Guardian, Valfino al Canto si colloca tra i 20 migliori festival popolari in Europa». Oltre ai gruppi musicali, in questa edizione vanno segnalat laboratori, spettacoli e incontri pomeridiani. Il Teatro del Corvo con “Pupazzo a km zero!”, laboratorio per adulti e bambini di costruzione pupazzi che poi saranno animati ogni sera nelle parate di apertura. Sempre oggi, alle 18, ecco il recital di poesie in vernacolo di Gabriella Serafini “I racconti dei tempi magri”, “Il cantastorie per ricordare gli emigranti”, “L’amore in rima e in cartolina”, con l’attrice Franca Arborea. Il 10, ore 18, l’attrice-autrice Francesca Camilla D’Amico, compagnia Bradamante Teatro, con lo spettacolo “CantaStorie”, tradizione orale per tessere memoria collettiva con la narrazione.
Giovedì 11, ore 17, Kamishibai (teatro di carta per bambini) con i “Racconti in valigia” di Paola Cipriani e, alle 18, proiezione di “Recuerdo De Travesia” di Elia Misesti, documentario sulla tradizione musicale argentina, in concomitanza alla presentazione del libro di Marta Iannetti “Bellina che sei nata in montagna. Donne, agropastoralismo e migrazioni a Pietracamela”, con Emanuele Di Paolo, Marco Magistrali e Gianfranco Spitilli e letture e voci dal costituendo Centro museale etnomusicologico del Gran Sasso, a cura di Marco Magistrali e Ilaria Danti.
Per la musica, senza palchi e amplificazioni, tanti gruppi, tra cui gli abruzzesi Li Ciarvavì, Lu Fregavent, Gli Zurbazò di San Salvo, Chillë chë sonë e cantë, Chill de na vott, Laga Brigante, I Folk Evolution, Li Sandandonijre, … e s’abballè Saltarelle e saltarelli, Sirpètillè e Castellana tra Abruzzo e Marche, Li Scapistrit, Eco tra i torrioni “La cumpagnia candande”, Gruppo Folk Bisenti, Gli amici del Vomano, A’ Ssaltarella; inoltre, formazioni da Veneto (Maxmaber Orkestar), Toscana (Suonatori della leggera), Emilia-Romagna (Archam), Liguria (Compagnia Gaucho), Campania (A Paranza do tramontane), Lazio (I Fattacci ), e gruppi della tradizione balcanica (Taraf de Funiculàr, Duo Gipsi, Vientelevante), rom (Alexian group), sudamericana (Deramaenrama). Nei tre giorni della festa Filippo Zoli e Fabrizio Fortini presentano un video sull’esperienza immersiva di vita con un pastore transumante. Matteo Urbani con la collaborazione di Giordano Delli Compagni presenta un’installazione sonora e scultorea. Da vedere l’esposizione di organetti abruzzesi dell’azienda Della Noce e la bottega di liuteria di Francesco Sabatini e Francesco Duranti.