Natale con Alice In viaggio nel Paese delle meraviglie

Il festival Scena d’Autunno a Teramo si congeda oggi con una maratona dedicata all’eroina di Lewis Carroll
TERAMO. Nel segno del sogno e della Alice di Lewis Carroll si chiude oggi la 21esima edizione di Scena d'Autunno, la rassegna organizzata a Teramo dall'associazione culturale Spazio Tre con la direzione artistica del regista Silvio Araclio. Teatro, musica, libri, rarità cinematografiche e l'omaggio a Dante Alighieri nel 750° anniversario della nascita (con il film “Inferno” del 1911) nell'elegante cartellone, che si congeda dal pubblico con le “Cartoline di Natale”, chicche fotografiche e cinematografiche d'antan scelte ogni anno dal critico Leonardo Persia. Il raffinato florilegio stavolta prende il nome “Christmas in Wonderland” per i 150 anni del romanzo fantastico di Lewis Carroll, “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”. Appuntamento alle ore 18 nella sala San Carlo del museo archeologico Savini (ingresso libero): in programma letture dell'attore Mauro Di Girolamo e proiezioni di fotografie, brevi film d'animazione, videoclip e cortometraggi intorno al personaggio creato nel 1865 dallo scrittore, matematico e logico britannico Lewis Carroll, il cui vero nome era Charles Lutwidge Dodgson (Daresbury 27 gennaio 1832 - Guildford 14 gennaio 1898).
Alice, spiega il curatore Persia, «è il più ribelle e insieme compassato personaggio della letteratura dell'infanzia, ideato da un autore che intendeva celebrare e contemporaneamente parodiare l'età vittoriana, tra l'orgoglio e il soffocamento di regole linguistiche, logiche, fisiche, matematiche».
Questo è il ricco contenuto di “Christmas in Wonderland”. Si parte con le foto scattate da Lewis Carroll, che tra i suoi molti talenti annoverò anche la fotografia, come sottolinea Persia: «Attraverso la fotografia espresse quella che riteneva una vera e propria divinità: la bellezza. Che era per lui l'innocenza perduta dell'infanzia, un Eden di volti bambini, già il paese delle meraviglie di Alice. La piccola Alice Liddell, che Carroll immortalò in più scatti, fu l'ispiratrice del suo immortale personaggio». Dall'immagine statica all'immagine in movimento con la visione dei nove minuti di “Alice in Wonderland”, film inglese del 1903 di Cecil M. Hepworth e Percy Stow, prima trasposizione cinematografica del romanzo di Carroll: «Alice rimpicciolisce e cresce trasformando il punto di vista cinematografico, agli albori, in uno sguardo delle meraviglie».
Si fa un balzo di novant'anni ed ecco “Stille Nacht II - Are We Still Married?”, videoclip dei Quay Brothers per la band His Name is Alive: «Una breve, bizzarra rilettura di "Alice", mai letto dagli autori». Animazione a passo 1 per la “Alice in Wonderlan” del 2007 di Julia Weinmann, ispirata alle ombre cinesi: un minuto di stop motion, con carta e forbici principali protagoniste. Un minuto dura anche l'ultracorto di diploma “Alice's Adventures in Wonderland” (2013) dell'americano Adam Gowan, ispirato a Tim Burton: «La wonderland di Alice è un viaggio nell'amore, vera e propria caduta (“To fall in love”) a precipizio, che spezza il cuore a lei e a chiunque» sottolinea Persia.
Spazio anche per un commercial d'epoca, “Elsie and the Brown Bunny”, corto promozionale del 1921 del cioccolato dei fratelli George e Richard Cadbury di Birmingham. E ancora,”Stille Nacht IV - Can't Go Wrong Without You”, del 1993, altro videoclip dei Quay Brothers per gli His Name is Alive: «I Quay Bros realizzano un clip alla loro maniera, astratta e surreale, per destrutturare Alice attraverso il Natale». In scaletta inoltre il mediometraggio “Alice in Wonderland” di W. W. Young, realizzato nel 1915 per celebrare i 50 anni di Alice, produzione curatissima dell'American Film Manufacturing Company; il personaggio di Lewis Carroll fu interpretato dalla 16enne Viola Savoy. Non poteva mancare nel caleidoscopico florilegio una perla Disney, “Alice's Wonderland” (1923), corto di otto minuti diretto da Walt Disney nel 1923: «Prima di Topolino, Walt Disney iniziò col personaggio di Alice, bimbetta di quattro anni, attrice e ballerina (Virginia Davis), che il 21enne autore dei più famosi lungometraggi d'animazione di sempre, immise in un'altra wonderland, quella dei suoi disegni animati. In questo primo film della serie, la piccola va a visitare proprio lo studio del giovane Walt e ne è travolta come l'Alice di Carroll a cui lui si era ispirato».
La cavalcata si conclude con la curiosità giapponese “Fushigi No Kuni No Alice” (1983) di Shigeo Koshi e Taku Shuyima, sigle originali di apertura e chiusura di una celebre “Alice” realizzata in Giappone dallo studio Nippon Animation e Apollo Film: la serie, 52 puntate, arrivò in Italia nel 1986 e la sigla musicale fu affidata, immancabilmente, a Cristina D'Avena.
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