Natura morta: i fumetti di Maicol & Mirco incontrano Morandi

Il disegnatore dal doppio nome espone a Città Sant’Angelo «Pongo domande al Maestro, nei miei scarabocchi la risposta»
PESCARA. Una domanda semplice ma la più importante al pittore Giorgio Morandi, la risposta in un libro assolutamente fiction, gli Scarabocchi di Maicol & Mirco. Il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi di Città San’Angelo presenta la prima mostra di tavole originali di Maicol & Mirco estratte dal libro “Natura Morta – una domanda a Giorgio Morandi” edito da 24ore Cultura. Inaugurazione sabato alle 18 presente l’artista, Michael Rocchetti detto Maicol (San Benedetto del Tronto, 1978), fumettista e disegnatore (originariamente in duo con il conterraneo Mirko Petrelli) autore di numerose storie brevi e graphic novel e di grande notorietà sul web con “Gli scarabocchi di Maicol & Mirco”, irriverenti e caustiche vignette su sfondo rosso pubblicate quotidianamente sulla prima pagina de Il Manifesto, tutte le settimane su Oggi e tutti gli anni su Smemoranda. Maicol ha raccontato al Centro dell’anteprima di “Natura Morta” e del suo profondo legame con il Museo Laboratorio (« uno spazio incantato, se dovessi disegnare un museo lo farei così») diretto da Enzo De Leonibus, curatore della mostra “Natura Morta, una mostra di Maicol & Mirco”. Esposizione che dà il via al ciclo “Prova Generale – Progetti necessari e urgenti che uno spazio dinamico e di ricerca deve essere capace di accogliere”.
Maicol, come nasce e come si sviluppa la sua mostra “Natura Morta”?
Si tratta di una corposa selezione dei disegni originali che hanno dato vita al nuovo progetto editoriale di 24 Ore Cultura Comics in occasione della splendida mostra su Morandi in corso a Milano (“Morandi 1890 -1964” , a Palazzo Reale Milano fino al 4 febbraio, ndr). “Natura Morta- una domanda a Giorgio Morandi” è un lavoro che ruota intorno al quesito che noi tutti, qui i miei personaggi, ci poniamo di fronte all’opera del grande maestro bolognese e cioè perché nella vita ha disegnato solo bottiglie, natura morta. La sua pittura non prevede esseri umani sostanzialmente ma cose e prima ancora paesaggi inanimati. Il fumetto “Natura Morta” è semplicemente la risposta che Morandi dà attraverso i miei scarabocchi.
Quale sarebbe la risposta dell'Artista?
La risposta la dà il libro nella sua assoluta fiction, non ho indagato su una possibilità di risposta di Morandi. Ma è interessante far sapere che questo mio libro ha avuto l’approvazione della Fondazione a lui intitolata, cosa non scontata perché le fondazioni servono a tutelare la memoria dell'artista e. Il prossimo 18 dicembre il mio libro sarà presentato all'AbaBo e nella stessa giornata al Mambo che attualmente accoglie il Museo Morandi.
Cosa di più l'affascina della natura morta morandiana?
La pittura di Morandi mi ha rivelato cose che prima potevano sembrarmi banali, come l’attenzione agli oggetti. È impressionante come il maestro non abbia mai dipinto la stessa cosa pur dipingendo le stesse cose, ma dandogli un’anima. Con la sua pennellata, la luce, il silenzio, il suo studio delle cose che noi vittime del consumismo condanniamo rispetto alla ricerca dell’immateriale che dovrebbe guidare ogni artista, Morandi ci insegna che gli oggetti hanno una propria bellezza pur rappresentando la quotidianità. Le cose ci sopravvivono. In una società futura gli alieni troverebbero le nostre bottiglie di plastica non ancora smaltite interessanti quanto le misteriose teste dell’Isola di Pasqua.
L’arte del fumetto è ormai sdoganata, parificata alle arti maggiori .
Insegno all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e un mio autoritratto è nella Collezione permanente di Autoritratti degli Uffizi di Firenze, non è una profanazione ma un aggiornamento nel solco della tradizione, i Medici hanno sempre aggiornato il Museo alle nuove arti. Ci sono voluti più di cento anni per capirlo perché il fumetto è un'arte che arriva a tutti, anche a chi non è considerato colto, questo ha fatto sì che venisse scambiato per un’arte minore, popolare. Adesso si è capito che il fumetto serve per raccontare in maniera semplice anche cose complicate, ormai è parte della cultura contemporanea e non si torna indietro, non ci si deve più vergognare di leggerli.