Nel “Can can degli italiani” del ’63 l’incontro che stupì Ennio Flaiano

3 Novembre 2020

PESCARA. L’intelligenza e l’ironia si incontrano spesso e stavolta dietro le quinto con i volti di Ennio Flaiano e Gigi Proietti. Il Can Can degli Italiani è uno spettacolo teatrale di cabaret...

PESCARA. L’intelligenza e l’ironia si incontrano spesso e stavolta dietro le quinto con i volti di Ennio Flaiano e Gigi Proietti. Il Can Can degli Italiani è uno spettacolo teatrale di cabaret scritto, diretto e interpretato dal mimo Giancarlo Cobelli affiancato tra gli altri, da Sandro Massimini e Maria Monti e con la partecipazione di Gigi Proietti, il quale curò la parte musicale dello spettacolo che debuttò il 17 dicembre del 1963, al Teatro Arlecchino di Roma. In scena 7 personaggi inguainati nella regolamentare tenuta completamente nera. Uno di essi imbraccia una chitarra, è giovanissimo, magro e nasuto, canta e compone le musiche di alcune delle canzoni. Il tema è dello scrittore e sceneggiatore pescarese ed è: «Sentirsi profondamente intelligenti: naturalmente possedendo un Turcato, esibendo una raccolta di pupi siciliani e un mobile d’epoca in salotto, insomma essendo "a là page"». Racconta Flaiano nel libro “Lo spettatore addormentato”, raccolta di sue critiche teatrali, che l'epigramma arrivò alla compagnia appena prima della messa in scena e che non si sapeva come inserirla. Gigi afferrò la sua chitarra, si chiuse in camerino affermando “Ci penso io”, e dopo 10 minuti, e non 11 (testuale), ne fuoriuscì con la canzone composta.