“Nel segno di Amedeo Tedeschi” pittura e disegni dei grandi del ’900

PRATOLA. Un dialogo attraverso i secoli, dalla dimensione regionale al confronto internazionale. È in corso nelle sale del Palazzo Santoro-Colella di Pratola, la mostra “Nel segno di Amedeo Tedeschi”...
PRATOLA. Un dialogo attraverso i secoli, dalla dimensione regionale al confronto internazionale. È in corso nelle sale del Palazzo Santoro-Colella di Pratola, la mostra “Nel segno di Amedeo Tedeschi” (fino al 10 gennaio. orarti: feriali 16 - 19.30 , festivi 10-13 e 16 - 19.30, ingresso libero). L’esposizione è un omaggio in arte al maestro pratolano allievo prediletto di Teofilo Patini.
Tedeschi nacque infatti a Pratola nel 1874. Morì a Sulmona il 15 dicembre del 1924, mentre era intento all’importante restauro degli affreschi settecenteschi delle volte della Santissima Annunziata, una delle testimonianze più significative della sua arte pittorica. Ma tante e altrettanto importanti sono le opere lasciate da Tedeschi alla sua terra, dai dipinti murali del santuario della Madonna della Libera di Pratola e a quelli della cattedrale di San Panfilo di Sulmona. L’esposizione è un occasione per conoscer più da vicino anche un altro aspetto della produzione del maestro abruzzese. La mostra, di pittura, disegno e grafica, allestita grazie all’infaticabile opera del maestro Antonio D’Acchille, riunisce le opere di una quarantina di artisti in tre sezioni. Quella principale, che dà nome a tutta l’esposizione, è “Nel segno di Amedeo Tedeschi” e comprende parte dell’opera grafica del maestro pratolano, tra cui si ricorda “Case e barche a Venezia”, insieme a quella dei maggiori incisori dell’Ottocento. Si potranno ammirare le acqueforti di Eleuterio Pagliano, “Piffero”, e di Giovanni Boldini, “Lo spillone”. La seconda sezione comprende opere del maestro D’Acchille, pratolano anch’egli, attraverso le quali il pittore interpreta la dedica di Ovidio alla sua città, Sulmona, «gelidis uberrimus undis ». Tra queste il bel tondo, olio su tela, “Fonte d’amore”. Completa la mostra una terza sezione, intitolata “Idee per una collezione”, già presentata al Mediamuseum di Pescara: uno spaccato dell’arte del Novecento attraverso nomi di artisti che ne hanno segnato la storia. Spiccano i nomi di Picasso, Mirò, Guttuso, Dali, Sutherland, Mastroianni, Cagli, Di Chirico, proprietà di collezionisti che stanno rivalutando le opere “in bianco e nero” dei grandi maestri, nei disegni come nelle tecniche grafiche. «Una preziosa occasione», spiega D’Acchille, «per avvicinare e conoscere più da vicino i grandi maestri d’arte dell’Otto e Novecento, italiano e straniero, ma anche per avvicinarsi al nostro Amedeo Tedeschi, che in questo territorio ha lasciato le più grandi testimonianze della sua arte».
Annalisa Civitareale
©RIPRODUZIONE RISERVATA