“Nemici”, cineparrozzo che parla dell’Italia ma è made in Abruzzo

Cast, troupe, location e finanziatori sono tutti della regione e tra le guest star c’è anche il senatore Antonio Razzi
PESCARA. Tre amici, una voglia incredibile di redimere le coscienze degli italiani e un solo obiettivo: rapire Maria De Filippi. “Nemici” il “cineparrozzo” tutto made in Abruzzo firmato da Milo Vallone che si prepara ad approdare nelle sale di tutto lo Stivale per far sorridere e riflettere, questa sera verrà presentato a Pescara per l’anteprima nazionale al cinema Massimo alle 20.30. La pellicola, prodotta da Tam Tam Communications in collaborazione con la Fondazione Pescarabruzzo è infatti una commedia che pone l’attenzione sul mondo della televisione e dei social, i quali non è chiaro ancora se condizionano la vita di tutti i giorni o ne sono lo specchio.
Il cast spazia tra storici volti del piccolo e grande schermo, ma anche protagonisti del web e della politica. «Il film è pensato e girato in Abruzzo, ma l’idea è stata sviluppata pensando alla nostra Penisola e a come i meccanismi di tv e social entrano nelle nostre vite e cambiano tutto a partire dai talenti», ha raccontato Vallone. «Abbiamo deciso che volevamo fare questo film e pensando a dove realizzarlo la scelta è caduta sul mio amato Abruzzo e su Pescara in particolar modo. Questo credo sia l’unico esempio che vede insieme una cordata interamente abruzzese fatta di cast, troupe, location e imprenditori importanti che hanno dato il loro contributo. In Abruzzo si girano molti film e molti attori abruzzesi vanno fuori a girare, ma in questo caso Abruzzo e abruzzesi sono stati uniti per un primo esperimento di quello che abbiamo voluto soprannominare: cineparrozzo. Non abbiamo ostentato le bellezze dell’Abruzzo, chi vive dei luoghi li riconoscerà, ma non ci sono quelli più tipici». Il progetto con Manuel D’Amario, Ugo Dragotti, Corinna Cotroneo e Federico Perrotta, è stato realizzato anche grazie alla partecipazione di attori scelti appositamente da Vallone. «Le guest sono state pensate in sede di sceneggiatura perché dovevamo rappresentare uno spaccato della tv italiana», ha raccontato il regista, «penso a Federica Cacciola, nei panni di Martina Dell’Ombra, che spiega al meglio quanto il mondo dell’audiovisivo entri nelle nostre vite e quanto le determini. Avevamo bisogno di un pastore e volevamo che fosse il pastore per eccellenza: Martufello. Si parla di un bolognese e inevitabilmente chi ha usato di più negli ultimi anni i suoni della sua città di provenienza è stato Andrea Roncato. Poi ci sono Sandra Milo, Pippo Franco, Dado e il senatore Antonio Razzi che ha tolto il suo doppiopetto e ha vestito i panni di un anziano di paese».
Il film dopo la prima di questa sera a Pescara il 2 aprile sarà presentato a Roma al “Nuovo cinema Aquila” e poi andrà in tutte le sale. Il regista, pur puntando tutto sulla territorialità, non ha voluto bussare alla porta della neonata Film commission regionale, ma spera di poter presto collaborare con artisti locali e non. «Non abbiamo bussato alla porta della Film commission nostrana perché conoscendo quanto sia farraginoso l’iter ci saremmo andati a impelagare in tempi che avrebbe zavorrato tutto», ha concluso Vallone. «Abbiamo deciso di aggirare le istituzioni in genere. Crediamo e speriamo però che si possa dare una scossa a questo sistema, accelerando i tempi della burocrazia. In Puglia c’è stata una serie di coincidenze e casi fortuiti, ma anche una grande volontà politica. Speriamo di poter avere presto anche qui una commissione attiva, pratica e veloce pronta a far giocare all’Abruzzo una bella partita da protagonista».
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