Neri Marcorè a teatro con la “Buona novella” di Fabrizio De André

11 Aprile 2023

Il debutto al Teatro delle Muse di Ancona il 13 aprile,  con sei artisti, regia e drammaturgia di Giorgio Gallione

ANCONA. Una rappresentazione teatrale sul dramma della Passione di Cristo che alterna narrazione e canzoni, per dar vita ad un'opera da camera contemporanea ispirata ai Vangeli apocrifi. Si tratta dello spettacolo La Buona novella, basato sull'omonimo disco pubblicato da Fabrizio De André nel 1969, in prova in questi giorni al Teatro delle Muse di Ancona, dove debutterà il 13 aprile in prima nazionale con l'interpretazione di Neri Marcorè, sul palco insieme a sei artisti (cantanti, attori, musicisti) e con la regia e la drammaturgia di Giorgio Gallione.
Tutti e due hanno “frequentato” De André assai prima di questa occasione. Insieme nello spettacolo Quello che non ho (2016-2018), che intrecciava i brani scritti da De André e cantati da Marcorè con gli scritti di Pasolini, ma anche separatamente: Gallione mettendo in scena nel 2000 proprio La Buona novella interpretata da Claudio Bisio; Marcorè portando nei palcoscenici italiani la musica del cantautore genovese per almeno dieci anni. In questa nuova produzione realizzata da Marche Teatro, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano e Fondazione Teatro della Toscana, «era perciò inevitabile», hanno dichiarato all'Ansa, «tornare insieme».
Lo spettacolo si articola in una sorta di racconto musicale della durata di un'ora e un quarto, che alterna le canzoni del disco originale ai monologhi recitati da Marcorè. Il tutto con l'aggiunta a mo’ di prologo del brano scritto due anni prima da Fabrizio De André, Si chiamava Gesù, che all'epoca fu censurato dalla Rai.
Nei monologhi recita anche Rosanna Naddeo, la quale esprime assieme al canto delle donne anche il punto di vista di Maria. «Un modo», ha spiegato Gallione, «per rendere più esplicito il suo pensiero ed evidenziare, nell'epoca della contestazione giovanile e del nascente femminismo in cui fu inciso il disco, il ruolo di subalternità della donna, che vede Maria prima come bambina inconsapevole e prescelta con l'annunciazione della buona novella, poi come madre piangente e dolorosa a cui De André fa dire sotto la croce “non fossi stato figlio di Dio, ti avrei ancora per figlio mio”».
«Inoltre», secondo Marcorè, «quest'opera laica, ma anche profondamente spirituale come d'altronde era Fabrizio De André (che aveva definito Gesù il più grande rivoluzionario di tutti i tempi, n.d.r), essendo basata su Vangeli non riconosciuti dalla Chiesa, ci invita a riflettere sulla libertà dell'uomo di fronte al potere, offrendoci grazie all'allegoria dell'arte una lettura del presente».
Ad interpretare lo spettacolo, insieme a Marcorè e Naddeo, ci saranno anche Giua, Barbara Casini, Anais Drago, Francesco Negri e Alessandra Abbondanza, mentre gli arrangiamenti e la direzione musicale sono di Paolo Silvestri. Le scene sono di Marcello Chiarenza, che con le sue installazioni mobili e totalmente artigianali, tra cui scale, croci, reti di stelle realizzate con ben ottomila specchietti, bottiglie da cui fuoriescono piume e una barca, scandisce visivamente e simbolicamente la vicenda.
Dopo Ancona, lo spettacolo sarà portato al Teatro Carcano di Milano dal 18 al 23 aprile. Poi la tournée ripartirà nelle altre città italiane per la prossima stagione teatrale.
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