Nicodemo: vi racconto la mia grossa fregatura

Lo scrittore teatino presenta il suo nuovo romanzo oggi alla libreria Feltrinelli di Pescara
CHIETI. Dalla pallacanestro alla letteratura passando per un jazz club. Una ricerca continua, un’inquietudine ad accompagnare praticamente da sempre lo scrittore abruzzese Marcello Nicodemo che, oggi alle 18, presenterà nella libreria Feltrinelli di Pescara il suo quarto romanzo dal titolo “Una grossa fregatura”. Una storia, quella di Nicodemo, nato a Chieti 52 anni fa, che anticipa di parecchio la frase pronunciata da Toni Servillo, alias Jap Gambardella, nel film “La grande bellezza”. «Inconsapevolmente l’ho fatta mia da ragazzino. Mi piaceva il basket e ho dedicato a questo sport buona parte della gioventù giocando in diverse squadre e partecipando anche a campionati di buon livello. Una grande passione. Come quella che, intanto, mi portò dritto verso la facoltà di Lettere. Con la pallacanestro guadagnavo qualcosa ed allora aprii un locale, il Fictio Club. Fu una bella esperienza con tante serate indimenticabili ed ospiti di spessore come il grande clarinettista Tony Scott, Stefano Zenni e Tony Pancella». I viaggi, la gestione di una scuola di inglese, una lunga sequenza di supplenze annuali e, infine, la cattedra in una scuola pubblica. «Cerco di tramettere ai ragazzi l'amore per la letteratura. Quando vedo nei loro occhi interesse per un romanzo sono felice di poter contribuire alla loro formazione culturale e non solo. Almeno lo spero». Intanto, arriva il primo libro, “Di lì a poco sarebbe piovuto” al quale seguono “Ferragosto in famiglia” e “Nel fuoco” oltre a “Voci dal Purgatorio”, inchiesta sulla popolazione carceraria. Filo conduttore, una precisa convinzione: «La morte ci reclama ed il nulla ci assedia, più o meno violentemente, dall’età della ragione. Eppure la vita si può amare lo stesso, provando a innalzarci all’altezza delle sfide proposte, scartando il peggio ed abbracciando il meglio di noi in un lavoro pieno di fatiche, sacrifici, sconfitte. Ogni romanzo porta dentro sempre qualcosa di chi scrive. Se nel mio primo libro c’è sicuramente tanto di me, in “Una grossa fregatura“ la figura di riferimento è quella di mio padre. E’ la storia di Peppino Canale, un vecchio commercialista che, dopo molti guai, va avanti come un naufrago, un sopravvissuto che non osa sperare di più per paura di essere troppo deluso. Un banale incidente e Peppino resta paralizzato stentando a credere che il destino gli abbia riservato una nuova, grave sventura. Passa giorni tremendi ma riesce a non lamentarsi ed essere forte fino in fondo. Quello che è sempre stato, nella mente e nel cuore, per tutta la vita».
Da tempo Nicodemo cura, attraverso You Tube, la rassegna “Officina letteraria” nella quale intervista, sul mestiere di scrivere, alcuni tra i migliori narratori italiani. «Ci si incontra in libreria, a casa degli stessi scrittori oppure nel negozio di abbigliamento di un amico a Pescara. Racconti e riflessioni in compagnia dei vari autori per capire meglio storie e personaggi da loro proposti».
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