“Noi siamo Alitalia” domani al festival Docudì di Pescara

10 Maggio 2023

PESCARA . Penultima proposta del 10° Docudì, festival di cinema del reale organizzato a Pescara da Acma (Associazione cinematografica multimediale abruzzese). Domani alle 18.45 nell’auditorium...

PESCARA . Penultima proposta del 10° Docudì, festival di cinema del reale organizzato a Pescara da Acma (Associazione cinematografica multimediale abruzzese). Domani alle 18.45 nell’auditorium Cerulli visione dell’ultimo titolo in concorso, “Noi siamo Alitalia – Storia di un Paese che non sa più volare” (2022, durata 93’, in gara ai Nastri d’Argento) di Filippo Soldi, presente alla proiezione (ingresso libero). Il cineasta cremonese, tra i più apprezzati documentaristi italiani, testimonia le circostanze che hanno causato smantellamento e chiusura della compagnia di bandiera, col più grande licenziamento di massa della storia repubblicana, 11mila lavoratori. Il film è dedicato alla memoria di uno di loro, il 38enne pilota Francesco Fasolo, suicida dopo aver perso il lavoro. “Noi siamo Alitalia”, prodotto da associazione culturale Ticto con Own Air, inizia quando la compagnia da oltre un anno non esiste più e quattro giovani sceneggiatori devono scrivere una docu-fiction sulla fine dell’azienda. Poiché nessuno di loro può afferrare le complesse questioni aziendali ed economiche che hanno condotto Alitalia al drammatico epilogo, chiedono di incontrare degli esperti, e così scoprono una realtà dall’impatto devastante sulle persone e sul Paese. Fra gli specialisti interpellati, Gianni Dragoni, giornalista del Sole24Ore, Fabrizio Tomaselli, assistente di volo Alitalia e tra i fondatori del sindacalismo di base, e i maggiori esperti del trasporto aereo internazionale: il professor Ugo Arrigo, il ricercatore Andrea Giuricin, l’ex ad Meridiana Gianni Rossi, Joerg Heberhart, ora manager Lufthansa, il vice presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena. Le testimonianze suscitano molte domande. La chiusura di Alitalia solo conseguenza di scelte industriali volutamente sbagliate e a tratti criminali, o anche spia della direzione economica presa dal Paese, vale a dire socializzare le perdite e privatizzare i profitti? (a.fu)