Nuove installazioni nel bosco dell’arte di “No Man’s Land”

10 Giugno 2022

Le opere di Honoré d’O e Tishkov si aggiungono al progetto del visionario architetto Yona Friedman a Loreto Aprutino 

LORETO APRUTINO. My private Moon, la poetica installazione mobile dell’artista Leonid Tishkov che dal 2003 gira il mondo con la sua lattiginosa luna crescente, «la luna di tutti», ha trovato casa tra le chiome dei noci a No Man’s Land in contrada Rotacesta. Due ettari nella campagna vestina a disposizione di chiunque, spazio libero per sognare, progettare, condividere. Insieme. E in armonia con la Natura. «Un posto dove poter volare alto e lontano dai molti problemi che ci affliggono», per dirla con Honoré d’O, giunto al bosco di NML dal Belgio a bordo della vetusta autovettura d'arte messa a disposizione della comunità, la No Man's Car . «In un certo senso sì, No Man’s Land è un paradiso», ha confidato l’artista, «un luogo di armonia tra cielo e terra dove lo spirito può manifestarsi libero dall'inferno che attanaglia l'umanità». In altre parole una sorta di terra promessa, «ciò che ognuno di noi insegue, un punto di riferimento per cercare insieme una via d'uscita all'autodistruzione dell'umanità».
Queste ed altre profonde e bellissime parole, energie, desideri di bellezza e di nuova comunione, la sensazione di un futuro che potrebbe essere meno cupo se solo lo volessero tutti, domenica scorsa sono emerse durante la diretta streaming di Ram radioartemobile alla quale hanno partecipato in presenza e da lontano artisti, musicisti, curatori, filosofi e scienziati. Yona Friedman, il visionario, profetico e rivoluzionario architetto e designer franco-ungherese, è stato l’ispiratore del progetto No Man’s Land in Abruzzo (Loreto Aprutino, 2016) e suo primo presidente onorario. «NML è un luogo vivo di incontro e di armonia», ha detto Jean-Baptiste Decavèle, alter ego di Friedman, al brindisi inaugurale delle nuove installazioni nel bosco di Rotacesta, domenica 5 giugno, giorno in cui Friedman, scomparso tre anni orsono, sarebbe entrato nel suo centenario. Una data destinata a diventare ricorrenza fissa da queste parti, tanta la partecipazione viva e attiva di gente di ogni età. Anche i bambini di Loreto Aprutino, e insieme e con loro gli studenti della facoltà di architettura di Pescara e dell'Accademia di Brera «si sono sentiti protagonisti nel prendere parte alla realizzazione dei moduli componibili di ferro, i “Rifugi” ha commentato Mario Pieroni presidente di NML Foundation: «insieme ai loro insegnanti e genitori continueranno a portare la loro energia in questo luogo, idee per un nuovo pensiero che deve essere condiviso da tutti».
A cura di Zerynthia associazione per l’arte contemporanea OdV sono arrivate a Loreto La città dei rifugiati, progettata dallo stesso Friedman, La mia luna privata di Tishkov, No man's car di Honoré d’O. Valorizzazione e riuso del bene comune, autonomia, adattabilità, sostenibilità e auto organizzazione, principi friedmaniani che illuminano questo lembo d'Abruzzo, laboratorio a cielo aperto sul domani, luogo dell'arte che si fa urgenza, linguaggio comune. Lo ha rimarcato il curatore e storico dell’arte Lorenzo Benedetti del comitato scientifico NML: «Siamo tutti architetti in effetti, lavoriamo all'architettura della nostra vita, la abitiamo e la modelliamo secondo le nostre esigenze, tutti dovremmo pensare ad un'idea più estesa di costruzione. L'utopia realizzabile di Friedman, sfuggito ai rastrellamenti nazisti durante la seconda guerra mondiale e rifugiato in Israle per dieci anni prima di trasferirsi stabilmente a Parigi, è stata quello di un'architettura plasmabile secondo le esigenze del tempo e dei contesti sociali e culturali. Rotacesta ha raccolto in maniera straordinariamente precisa il suo insegnamento, il concetto di rifugio oggi drammaticamente attuale e urgente per tutti i rifugiati nel mondo. Questo luogo terra di tutti si rafforza di volta in volta con nuovi segnali artistici e diventa rifugio individuale, rifugio del pensiero, luogo della rigenerazione, della condivisione. Condividere un territorio e i pensieri con gli altri è essenziale per l'arte, significa tendere a una visione comune senza la quale non può esserci condivisione, democrazia, futuro». Fondazione NML ospita le installazioni permanenti di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle (2016 e 2019), di Alvin Curran (2017), di Jimmie Durham (2019), di Alberto Garutti e di Donatella Spaziani (2020) e di Fabrice Hyber (2021). L’accesso a NML che festeggia i suoi primi cinque anni di attività, è gratuito, giorno e notte per tutto l'anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA