Ornella Muti: è tutto diverso ora mi offrono di fare l’Isola

24 Giugno 2023

CAGLIARI. Ironia e poco ottimismo con la consapevolezza che questo non è certo un grande momento per il cinema italiano. Così la grande Ornella Muti, premio alla carriera nella 6ª edizione del...

CAGLIARI. Ironia e poco ottimismo con la consapevolezza che questo non è certo un grande momento per il cinema italiano. Così la grande Ornella Muti, premio alla carriera nella 6ª edizione del Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca, si racconta alla stampa, ma sempre con uno sguardo al passato e al grido: «Non mi date mai del Lei, è istituzionale». «Ho amato Monicelli, ho amato Ferreri, ho amato Citto Maselli, Scola, Verdone e Muti. Anzi se penso al passato dovrei nominare i pochi che non ho amato», racconta l’attrice, all’anagrafe Francesca Romana Rivelli. E facendo riferimento all’oggi dice: «Mi offrono cose orribili come L'isola dei famosi. E io mi interrogo: perché me lo chiedono? Perché se vai sull’Isola alla fine vieni distrutto. Sì è vero ci sono soldi di mezzo, ma non amo fare scelte che non siano nella mia linea di pensiero e io non sono fatta per queste cose e preferisco stare a casa». Diventare una star oggi? «Diventare icone è molto più difficile. È cambiato il cinema, è cambiato il mistero, è cambiata l’atmosfera. Tutto è già cotto e mangiato. Lo si vede anche nella qualità dei film. Non vado molto al cinema, ma scopro che ci sono molti film stranieri, in genere francesi e spagnoli, meravigliosi. Film che spesso vengono riproposti, pari pari, in italiano. Ma noi insomma non abbiamo la Casa di carta, non facciamo cose così e mi dispiace dirlo» sottolinea l’attrice notata da Damiano Damiani che la rese protagonista della sua pellicola La moglie più bella (1970). Bellezza? «Quella ero e questa sono», dice ironica. «È difficile dire quanto la bellezza mi abbia aiutato. Ho sempre solo cercato di fare le cose che mi piacevano di più e insieme alle persone che mi piacevano di più. Vai a capire che sarebbe successo se fossi nata diversa». Secondo Ornella Muti c’è oggi «molta confusione, almeno per me che vengo da un tipo di cinema con signori registi e signori produttori che venivano sul set e controllavano tutto. Così preferisco fare teatro». Progetti? «Ho appena finito di fare una piccola parte, la madre di Ilenia Pastorelli, nel film di Giorgio Amato, Lo sposo indeciso. Mi piace partecipare a piccoli film in cui c’è qualcuno che ancora ci crede e ci prova». Perché non misurarsi con la regia? «Ognuno deve avere l’umiltà di capire quello che può fare o meno». E cosa pensa della politica? «Io sono una che si è sempre tenuta fuori dalla politica, perché sono un’ingenua, una credulona e la politica è tutto meno che questo. Ho solo un po’ di paure per il mondo arcobaleno, per noi donne. Ho conosciuto la Meloni prima che diventasse premier e l’ho trovata una persona gradevole, ma le idee sono le idee e ognuno ha le sue. Così per quanto riguarda il mondo gay è un mondo che c’è e va protetto come vanno regolamentate le adozioni senza esasperare troppo le cose. L’amore andrebbe protetto sempre se no di che parliamo? Di foto su Instagram?».