“Oro Musiwa 15” i nuovi linguaggi del mosaico

11 Agosto 2015

A Roseto 21 artisti internazionali espongono opere create con materiali umili e preziosi

ROSETO DEGLI ABRUZZI. L'antichissima e preziosa arte del mosaico in versione contemporanea si mostra nelle sue molteplici e originali declinazioni con “Oro Musiwa 15”, esposizione ambientata nell'elegante villa Paris, a Roseto degli Abruzzi.

In rassegna fino al 25 settembre nelle sale e nel giardino dell'antica dimora, recentemente restaurata, una cinquantina di magnifiche opere di 21 artisti internazionali, maestri dell'arte musiva contemporanea. Curata dall'artista Francesco Chimienti, presente anche lui nel percorso espositivo con un dittico e con un menhir d'oro alto tre metri (uniche opere non mosaicate della mostra), Oro Musiwa è organizzata in collaborazione col museo a cielo aperto “Un mosaico per Tornareccio” e rientra fra le iniziative del progetto espositivo “Art in Act” di villa Paris. La mostra merita la visita, per scoprire come un'espressione artistica millenaria possa diventare linguaggio iper moderno. Abituati alla ieratica fissità bidimensionale dei mosaici bizantini risplendenti nelle chiese, si scopre come il mosaico contemporaneo si proietti in avanti, diventi elemento aggettante nella terza dimensione, con un volume, un corpo, fino a diventare scultura (“Movimento” della croata Mirjana Garcevic), o vera e propria installazione, come nelle opere del rosetano Bruno Zenobio (presente, nel giardino interno, con una dozzina di creazioni, tra cui la complessa stele“Cultura della Pace”), Rosanna Fattorini, Giovanni Chilleri, Dino Maccini. Dimostrano fantasia e ispirazione senza freni i molteplici linguaggi, poetiche, materiali (pietra, terra, vetro, marmo, legno), formati e supporti, e le tecniche nell'incastonare le tessere in creazioni policrome (i “tappeti” tribali della canadese Suzanna Spahi) o monocrome, puro dialogo tra materia e luce (“I walk slowly in the wind” della francese Ariane Blanquet). Opere figurative (il nudo della brasiliana Rosemarie Castro, il doppio ritratto dell'albanese Franc Paci), astratte e oniriche (Demetrio Piccoli), informali (lo scozzese Dugald MacInnes), pop (“Reflection” del francese Philippe Ronzat). Le pietre calcaree di Enzo Valentinuz rinascono come arazzi carsici. Ludiche e divertenti le invenzioni di Giulio Menossi, che sollecitano il visitatore a scoprire figure, sguardi, testi e sogni all'interno di schegge, volute, linee e curve, tra i colori delle tessere e i pezzi di transistor, pupazzetti degli ovetti di cioccolato, spugnette d'acciaio. Materiali umili e ricchi – piatti rotti, pezzi di bottiglie, marmi, pietre, foglia d'oro – sono armonizzati pure nelle opere di Zenobio, per esempio nelle vecchie porte recuperate e impreziosite. E di questa capacità di cucinare i buoni ingredienti di un mosaico parlerà stasera (ore 21) con i visitatori proprio l'artista rosetano, per il “mARTEdì d'autore”. In mostra altresì le sfaccettate vibranti creazioni delle francesi Aude Fourrier, Annie Dunlop, Beatrice Serre, della greca Olga Goulandris, di Marco Santi (che con altri maestri ravennati realizza i mosaici per Tornareccio), e di Giulio Candussio, del quale è stata appena inaugurata un'opera a New York Ground Zero. Ingresso libero. Apertura: martedì-domenica 18.30-23.

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