Oscar, l’Italia sceglie «Fuocoammare» Sorrentino: un errore

ROMA. Sarà «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi a concorrere per l’Italia alla nomination come miglior film straniero agli Oscar. Il film-documentario su Lampedusa e sul dramma dei migranti, premiato con...
ROMA. Sarà «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi a concorrere per l’Italia alla nomination come miglior film straniero agli Oscar. Il film-documentario su Lampedusa e sul dramma dei migranti, premiato con l’Orso d’oro alla Berlinale, racconta le vite degli abitanti dell’isola siciliana frontiera d’Europa e il dramma di quanti vi sbarcano sognando una vita migliore. L’annuncio delle nomination è previsto per martedì 24 gennaio 2017, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles domenica 26 febbraio 2017.
La scelta è stata critocata dal regista Paolo Sorrentino, Premio Oscar nel 2014 per il film “La grande bellezza”. «”Fuocoammare” è un bellissimo film, ma andava candidato all'Oscar nella categoria dei documentari», ha detto il regista napoletano. «Questa scelta è un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest'anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance è “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare può concorrere e vincere nella categoria dei documentari».
Intanto «Fuocoammare» è già stato presentato in tre festival americani (Telluride, Toronto e New York) ed è stato venduto in più di 70 Paesi in tutto il mondo. Il 21 ottobre arriverà anche nelle sale Usa accompagnato da una retrospettiva sui film di Rosi al Lincoln Center di New York.
La decisione che sia Fuocoammare a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese è stata presa dalla Commissione di Selezione istituita dall’Anica, su invito della Academy of Motion Picture Arts and Sciences. In lizza c’erano altri sei film tra cui «Perfetti sconosciuti» di Paolo Genovese e «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti ma alla fine gha prevalso il docu-film che racconta con delicatezza i piccoli-grandi problemi di Samuele, il bambino di 12 anni che con la sua vita tranquilla e inconsapevole a Lampedusa è una metafora dell’Europa miope e infantile di fronte al dramma dei migranti. Della commissione selezionatrice hanno fatto parte Nicola Borrelli, Tilde Corsi, Osvaldo De Santis, Piera Detassis, Enrico Magrelli, Francesco Melzi D’Eril, Roberto Sessa, Paolo Sorrentino e Sandro Veronesi.
«È sempre difficile staccarmi dai personaggi e dai luoghi delle riprese, ma questa volta lo è ancora di più», ha detto il regista. «Più che in altri miei progetti, ho sentito però la necessità di restituire al più presto questa esperienza per metterla in dialogo con il presente e le sue domande». Ciò che ha spinto Rosi a fare un film come «Fuocoammare» è stata la volontà di mostrare il coraggio di Lampedusa, dei suoi abitanti e dei suoi migranti, «proprio ora che la cronaca impone nuovi ragionamenti».
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