Oscar, la migliore attrice: Chastain è la favorita davanti a Stewart e Cruz

26 Marzo 2022

Domani notte la consegna dei premi e la partita è ancora apertissima In corsa anche Colman per La figlia oscura, dal libro di Elena Ferrante

ROMA. Il trucco pesante, i grandi sorrisi, i vestiti sgargianti, e una personalità che univa coraggio, generosità, fragilità ed inquietudine: la prova camaleontica nei panni della telepredicatrice Tammy Faye Bakker, scomparsa nel 2007 per un tumore a 65 anni, travolta dalla fine dell'impero economico-mediatico, costruito insieme al marito Jim Bakker, e annientato da scandali, malversazioni e condanne, è il ruolo che potrebbe portare il suo primo Oscar a Jessica Chastain, favorita della vigilia, per la sua performance in Gli occhi di Tammy Faye di Michael Showalter, nella corsa agli Academy Award come migliore attrice protagonista. L'interprete californiana, già candidata nel 2012 fra le attrici non protagoniste per The Help e nel 2013 fra le protagoniste per Zero Dark Thirty, è diventata la favorita dopo le vittorie fra gli altri dello Screen Actors Guild Award e del Critics Choice Award. La corsa tuttavia rimane aperta sia per il poco amore mostrato dall'Academy per il film di Showalter (ha avuto solo un'altra nomination per makeup e acconciatura) sia per le ultime indiscrezioni, secondo le quali starebbero risalendo le quotazioni anche delle altre candidate. Ad esempio per il forte appeal anche mediatico della prova di Kristen Stewart, qui alla sua prima nomination nei panni di lady Diana in Spencer di Pablo Larrain. Senza dimenticare attrici già vincitrici della statuetta come Olivia Colman (Oscar nel 2019 per La Favorita) con La figlia Oscura, opera prima di Maggie Gyllenhaal, e Nicole Kidman, Oscar nel 2003 per The Hours e qui alla quinta nomination, per il ritratto di Lucille Ball in Being the Ricardos di Aaron Sorkin. O anche Penelope Cruz (Oscar nel 2011 per Vicky Cristina Barcelona), da sempre con molti sostenitori nell'Academy, qui alla quarta nomination con Madres Paralelas di Pedro Almodovar.
Quello di Jessica Chastain è un ritorno con polemica agli Oscar: infatti l'attrice ha annunciato che rinuncerà al red carpet e andrà direttamente in sala per sostenere il team di truccatori e acconciatori del film, una delle otto categorie tecniche di candidati che per decisione dell'Academy (preoccupata di accorciare i tempi per far risalire gli ascolti) non verranno premiate nella diretta della cerimonia, ma in differita poco prima per poi apparire in un montaggio.
Non smette di sorprendere Kristen Stewart, che arriva alla prima nomination con una performance lontano da ogni stereotipo nel ritratto di Lady Diana nel film Spencer di Pablo Larrain. «Diana era così vitale e toccava le persone in un modo così viscerale», ha spiegato l'attrice. «Non puoi farne una versione perfetta. Devi metterci il cuore».
È una nuova sfida vinta quella che ha portato Nicole Kidman alla quinta candidatura. In pochi credevano che sarebbe stata credibile nel ruolo di una regina della comicità come Lucille Ball, in Being the Ricardos di Aaron Sorkin, negli anni '50, al picco della popolarità ma anche di una crisi lavorativa e coniugale con il marito e collega Desi Arnaz (Javier Bardem, candidato fra i protagonisti).
La madre “riluttante” Leda, tra rivalsa, rabbia, voglia di fuga, rimorsi e rimpianti. È il personaggio firmato Elena Ferrante che riporta in gara per la terza volta in quattro anni (oltre all'Oscar per La favorita, c’è la candidatura tra le non protagoniste nel 2021 per The Father), una delle più grandi attrici della sua generazione, Olivia Colman, volto con Jessie Buckley (interprete del ruolo da giovane, candidata tra le non protagoniste) della complessità de La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal tratto dal romanzo dell'autrice di L'amica geniale.
Torna in gara per un ritratto complesso della maternità, anche Penelope Cruz, con Madres paralelas, nuovo capitolo del sodalizio con Pedro Almodovar. Il personaggio di Janis le è rimasto dentro: «Rappresenta», ha spiegato l’attrice spagnola, «tutte le donne che hanno sperimentato la minaccia di perdere i loro figli o che hanno realmente subito quella perdita».