Otto artisti uomini indagano pezzi di universo femminile

L’AQUILA. “The Blind Leading The Blind”, il cieco che guida il cieco, una protezione reciproca, a volte fallimentare, che trova le opere prodotte quali reali interlocutori dello sforzo ad affidarsi l’...
L’AQUILA. “The Blind Leading The Blind”, il cieco che guida il cieco, una protezione reciproca, a volte fallimentare, che trova le opere prodotte quali reali interlocutori dello sforzo ad affidarsi l’uno all’altro, stare vicini e uniti, dialogare nonostante la cecità. Pericolosità mista a tenerezza e senso della provocazione nella mostra collettiva “The Blind Leading The Blind” che si inaugura domani 15 maggio, da mezzogiorno alle 4 del pomeriggio, nella sede della galleria Monitor di Pereto (L'Aquila).
Otto artisti uomini e in prevalenza pescaresi – Francesco Alberico, Simone Camerlengo, Matteo Fato, Giovanni Paolo Fedele, Gioele Pomante, Lorenzo Kamerlengo, Gianluca Ragn, Eliano Serafin – come otto sono le gambe citate dall’artista francese Louise Bourgeois parlando del lavoro dal cui titolo prende nome l’intera mostra. Curata dalla artista Lucia Cantò (Pescara 1995), la nuova collettiva di Pereto è una mostra trasversale che abbraccia fotografia, installazione ambientale site specific, video, suono. Domani in occasione dell’apertura, in Piazza Maccafani ci sarà un’azione, una “serenata” a cura di Matteo Fato (Pescara,1979). La mostra sarà inoltre accompagnata dal lancio di un progetto editoriale inedito e dal titolo omonimo “The Blind Leading The Blind”, a cura della stessa Cantò e sviluppato in collaborazione con gli artisti presenti in mostra. «Ho voluto», racconta la giovane artista e curatrice, «invitare il gruppo a lasciarsi suggestionare, ognuno in autonomia, da frammenti testuali di un sentire femminile, da me selezionati».
Ovvero, spiega ,estratti dell’intervista alla Bourgeois in conversazione con Alain Kirili riportato in “Distruzione del padre / Ricostruzione del padre”, passando per la prefazione di Simone Weil “La persona e il sacro”, infine alcuni passaggi dalla raccolta più recente del collettivo Diotima “La Magica forza del Negativo”, attraverso la riflessione di Chiara Zamboni “Quando il reale si crepa”. «Siamo un gruppo coeso e questa bellissima e complessa esperienza progettuale testimonia delle energie che animano la scena contemporanea pescarese in modo particolare avendo come perno centrale d’incontro lo studio delle Case Popolari di Pescara», conferma Cantò, attualmente in mostra con una sua personale nella sede di Roma della Monitor . «Nel gruppo sorto da qualche stagione a Pescara siamo diversi per generazione ma molto uniti nella condivisione delle sensibilità artistiche. Durante i mesi di dialogo instaurati su“The Blind Leading The Blind” gli artisti invitati hanno percorso il tema della ferita e la fragilità seguendo vie inaspettate rispetto alle premesse di partenza. Non è sempre facile procedere insieme tanto più nella cecità, e questo è un risultato». La mostra collettiva sarà aperta fino a metà giugno, preludio alla nuova edizione di “Straperetana”, arte contemporanea diffusa nel borgo di Pereto, mezz'ora di auto da Roma, un'ora e poco più dal capoluogo adriatico.