Pamela Prati: «Sono una vittima Che male c’è se voglio sposarmi?»

18 Novembre 2020

MILANO . «Il Prati-gate? Quello che mi è accaduto è crudele, sono stata vittima di un sistema che mi ha fatto male. Adesso non lavoro perché, purtroppo, ciò che mi è accaduto è stato raccontato male,...

MILANO . «Il Prati-gate? Quello che mi è accaduto è crudele, sono stata vittima di un sistema che mi ha fatto male. Adesso non lavoro perché, purtroppo, ciò che mi è accaduto è stato raccontato male, ma il tempo mi darà ragione e verrà fuori la verità», racconta Pamela Prati, dopo qualche mese di silenzio, in un’intervista esclusiva al settimanale Chi, in edicola. «Torno con una canzone, Mariposita, dedicata a mia madre. L’ho intitolata così perché quando ero piccola mi chiamava Mariposa (farfalla in spagnolo, ndr). Mi manca tanto e in questi momenti drammatici non faccio che pensare a lei. Io ho avuto un’infanzia difficile, mio padre ci ha abbandonati e lei è stata il mio unico punto di riferimento».
Poi la Prati parla del suo rapporto con l’amore: «Mi accusano che ogni tot per far parlare di me annuncio un matrimonio. Ma io quando mi innamoro penso sempre che mi sposerò e formerò una famiglia e, visto che faccio questo lavoro da 40 anni, più volte mi hanno chiesto della mia vita privata e più volte, quando ero innamorata, ho detto che avrei voluto sposarmi. Che male c’è? E poi questo è il mio punto debole e le persone se ne approfittano».