Paola Pitagora, i primi 80 anni di un’attrice che è la storia della tv

23 Agosto 2021

Indimenticabile la sua Lucia ne “I promessi sposi” di Bolchi Superba in “A come Andromeda” e in “Incantesimo” 

Soffia su ottanta candeline (domani, 24 agosto) ma rimane nel ricordo di tutti l’innocente Lucia de “I promessi sposi”, personaggio che la rese celeberrima alla fine degli anni Sessanta. Buon compleanno a Paola Pitagora, volto del cinema italiano e delle fiction televisive, che inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo come presentatrice di programmi tv quando la tv era ancora in bianco e nero: “Il giornale delle vacanze”, “Fuori l’orchestra”, “Aria di vacanze” e “Cinema d’oggi”. Oltre al volto però anche una voce che emerge, la sua: la Pitagora è infatti cantante nonchè autrice di canzoni per bambini; tutti conoscono “La zanzara” e molti ricordano la sua “Giacca rotta” che vinse lo Zecchino d’Oro nel 1962.
Nello stesso anno l’esordio a teatro in “Gog e Magog”, a cui seguono “Danza di morte” di Strindberg, “Corte Savella” di Anna Banti e la commedia musicale “Ciao Rudy” con Marcello Mastroianni. Nata a Parma, Paola Pitagora esordiente appare in vari film come “Kapò” di Gillo Pontecorvo (1960), “La viaccia” di Mauro Bolognini e “Barabba” di Richard Fleischer, in cui interpreta il ruolo di Maria Maddalena, entrambi del 1961.
Nel 1965 arriva la sua consacrazione con “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, nel quale interpreta il personaggio di Giulia, ma il ruolo che la rende popolare al grande pubblico è quello di Lucia Mondella nello sceneggiato televisivo “I promessi sposi” del 1967, regia Sandro Bolchi. Nel 1969 vince il Nastro d’argento come miglior attrice per “Senza sapere niente di lei” (1969) di Luigi Comencini, e fino alla fine degli anni Settanta continua a dividersi tra cinema e televisione: “Cristoforo Colombo” (1968), “A come Andromeda”(1972) con Luigi Vannucchi, “Il caso Lafarge” (1973); oltre che al teatro nello “Jacopone da Todi” con Gianni Morandi, collega con cui ebbe una romantica storia d’amore. La sua attività prosegue negli anni Ottanta grazie alla sua bellezza iconica ed il talento indiscusso, sia per il cinema con il film di Mario Bianchi “Napoli storia d’amore e di vendetta” del 1980 e “Aiutami a sognare” (1981), che per il piccolo schermo con “Flipper”, “Pronto soccorso” e “Passioni”. A teatro lavora nelle rappresentazioni de “Il pellicano” (1980), “I capricci di Marianna” (1985), “La foresta d’argento” (1988). Negli anni Novanta continua la sua attività come attrice in “Gli assassini vanno in coppia” di Piero Natoli, e in “Tutti gli anni una volta l’anno” di Gianfrancesco Lazotti, fino ad arrivare al successo dello sceneggiato “Incantesimo” in onda sulle reti Rai, nel quale interpreta il ruolo di Giovanna Medici, direttrice della clinica privata Life e che la porterà ad essere di nuovo un volto famigliare nelle case di tutti gli italiani.
Paola Pitagora ritorna poi in teatro nel 2004 con il “Magnificat”, portato in scena con la figlia Evita e con Valentina Chico, ma ha regalato al suo pubblico anche successi letterari: “Fiato d’artista” (2001), “Antigone e l’onorevole” (2004) e “Sarò la tua bambina folle” (2006). Nel 2005 vince la targa speciale del Premio Alghero Donna e dal 2012 al 2013 un’altra fiction la consacra al grande successo di pubblico: la Pitagora è stata infatti una delle protagoniste della fiction di Canale 5 “Le tre rose di Eva”, interpretando l’intensa Ottavia Taviani.