Paolo Conte pittore jazz alla Galleria degli Uffizi

FIRENZE. C’è un trombonista con lo strumento musicale colorato di rosso, una figura a matita che fa una serenata a una statua e un uomo intento a leggere la musica seduto al pianoforte. Ma non tutti...
FIRENZE. C’è un trombonista con lo strumento musicale colorato di rosso, una figura a matita che fa una serenata a una statua e un uomo intento a leggere la musica seduto al pianoforte. Ma non tutti i disegni di Paolo Conte sono legati al mondo della musica. Nell’immaginario grafico del cantautore ci sono anche un ciclista vestito di rosso che sfreccia, un boxeur, una donna nuda con i capelli rossi e la meridiana girata al contrario come la clessidra.
Sono alcune delle opere grafiche – disegni a matita o a inchiostro e acquerelli – realizzate dal cantautore Paolo Conte e ora in mostra agli Uffizi di Firenze. La rassegna “Nostalgia di un golf, un dolcissimo golf di lana blu”, che ruba il suo titolo al brano “Una faccia in prestit” del 1995, vuole raccontare il versante grafico della carriera di Paolo Conte.
Curata dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt insieme a Chiara Toti, offre al pubblico, nelle sale dell'arte grafica degli Uffizi, una selezione di 69 disegni, tra i quali molti inediti mai esposti finora. Sin dagli esordi del suo viaggio musicale, il cantautore avvocato astigiano si è dedicato con identica passione anche all’arte, affiancando la pratica del disegno alla sua produzione autoriale ed illustrando spesso in prima persona le copertine dei suoi album.
I soggetti, così come i testi delle sue canzoni, raccontano in maniera suggestiva frammenti di vita. «Ho già avuto occasione di confessare che il vizio della pittura e del disegno sia nella mia vita più antico di quello per la musica e le canzoni», racconta Conte, «confessando anche che la composizione musicale manovra su di me in forma di eccitazione, mentre pittura e disegno mi danno calma e leggerezza. Dopo le mostre tenute in occasione della pubblicazione del mio lavoro multimediale “Razmataz” nel cui corrispondente dvd erano state montate 1800 mie illustrazioni, la mia frequentazione delle belle arti si è fermata, anche per la legittima preoccupazione che quel tanto di notorietà acquisita come canzonettista potesse indurre a pensare che ne volessi approfittare per affrancarmi ad un’altra diversa ribalta. Così», conclude, «i miei lavori sono tornati nei miei cassetti, appunto come la nostalgia di un dolcissimo golf di lana blu». La sua caratteristica percezione “jazz” dell’arte emerge nell’opera multimediale “Razmataz2, formata da una raccolta di disegni, accompagnati da musica e dialoghi, per raccontare l’incontro-scontro tra diverse culture nella Parigi degli anni Venti. Alcune delle oltre 1.800 illustrazioni di “Razmataz” sono visibili agli Uffizi, anche se la mostra è composta principalmente da materiali inediti. Il 7 gennaio, al termine dell’esposizione, Paolo Conte donerà al museo l’“Autoritratto di un pirla”, del 1978. AGli siamo infinitamente grati per il dono del suo Autoritratto di un pirla », commenta il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, «che nella bizzarria autoflagellante del titolo ci ricorda subito la suprema ironia, la forza irriverente dei titoli e dei testi delle sue canzoni».