Parola d’ordine in cucina? «Filiera corta»
«Filiera corta» è una delle parole d’ordine dei corsi di cucina organizzati da “Scherza col cuoco”: un sistema di produzione e vendita di beni agroalimentari che scavalca la trafila di mediatori,...
«Filiera corta» è una delle parole d’ordine dei corsi di cucina organizzati da “Scherza col cuoco”: un sistema di produzione e vendita di beni agroalimentari che scavalca la trafila di mediatori, grossisti, trasportatori, distributori e dettaglianti, consentendo di trasferire il prodotto direttamente dal contadino al consumatore, con indubbi vantaggi sul profilo della tracciabilità, della salute alimentare, della qualità/bontà e dei prezzi.
La scuola di cucina aquilana ha organizzato in passato un corso sul tema del consumo eco-compatibile dei prodotti della natura, in collaborazione con la Cia Abruzzo – Confederazione Italiana degli Agricoltori.
«Utilizzando questi prodotti per l’uso alimentare quotidiano», dicono gli organizzatori, «oltre a migliorare la qualità della nostra tavola, contribuiremo a sviluppare il settore primario dal quale ci auguriamo che possa riprendere forza tutto il sistema economico delle zone colpite dagli effetti devastanti del terremoto».
Per questo motivo i prodotti utilizzati durante i corsi di cucina della scuola sono tutti a “chilometro zero”, provengono perciò dal territorio abruzzese e aquilano in particolare. Non possono mancare, dunque, alimenti come lo zafferano dell’Aquila, il Trebbiano d’Abruzzo, il Montepulciano, il pecorino, l’agnello e tutto ciò che facilmente è possibile reperire di prima mano in regione.
Una scelta che apporta notevoli vantaggi al gusto e alla salute. La filiera corta, infatti, è una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato e circoscritto di passaggi produttivi, e in particolare di intermediazioni commerciali.
Lo scopo principale di tale filiera è contenere e ridurre i costi al consumo dei prodotti e permettere a chi acquista di utilizzare ingredienti genuini e maggiormente controllati. (m.c.)