Pasolini corpo e anima, le foto mai viste di Dino Pedriali

ROMA. Dino Pedriali raccontò di aver saputo dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini dopo aver lavorato tutta la notte per portare allo scrittore e regista le foto che gli aveva scattato in quei giorni...
ROMA. Dino Pedriali raccontò di aver saputo dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini dopo aver lavorato tutta la notte per portare allo scrittore e regista le foto che gli aveva scattato in quei giorni nella sua casa di Chia, nel viterbese, e a Sabaudia, sul litorale pontino. Immagini potenti in bianco e nero, come il celebre primo piano del volto, una mano appoggiata sul mento e lo sguardo intenso verso l’osservatore.
Ancora più forti e suggestivi, i 15 scatti in cui il grande intellettuale è ritratto nudo come il modello di una statua dell’antichità. Quelle 110 foto di Pedriali, che un un critico d’arte ha definito il Caravaggio della fotografia del ’900, fanno parte della Collezione di Alda Fendi che ora le offre al pubblico nella mostra “Ti impediranno di splendere. E tu splendi invece” nella galleria Rhinoceros,in via dei Cerchi, sede della sua Fondazione, da oggi al 20 settembre. L’idea dell’omaggio a Pasolini, curato da Raffaele Curi, muove dal riferimento alla scomparsa delle lucciole collegata in un suo famoso articolo del 1975 al vuoto di potere carico di pericoli nell’Italia di quegli anni. Pasolini visto, quindi, come una luce piccola ma carica di energia, capace di scuotere con le sue provocazioni e le prese di posizione controcorrente la scena culturale del paese. «Un nome forse troppo dimenticato quello di Pasolini», dice Alda Fendi. « Tutti vorremmo che Pasolini fosse ancora tra noi come castigatore virile e incandescente di un popolo ormai senza occasioni di riscatto, afflitto da un endemico “non ritorno”». I visitatori, in gruppi di 20 ogni 30 minuti con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria, entreranno nella mostra attraversando una sala buia, una notte costellata di lucciole. «È una lettura poetica», dice Curi, «di un Pasolini drammatico, in una dimensione quasi spiritica. Vorrei però pensare con questa mostra a una semplice gioia infantile nel vedere le lucciole vagare nei campi. A un Pasolini “lirico greco” ». I nudi mai esposti del poeta sul letto, in piedi o seduto mentre legge, tra la vegetazione, dice il curatore, rappresentano il nucleo più forte dell’esposizione. «Sono le immagini di un uomo fortissimamente virile», osserva Curi. «Per essere omosessuali bisogna essere uomini due volte. La bellezza del suo corpo colpisce in modo profondo».