Pausini non intona “Bella Ciao”: «Ma il fascismo è una vergogna»

PESCARA. «Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che...
PESCARA. «Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventassero ciò che non sono». Con queste parole, in risposta a un post del profilo Twitter del sito spagnolo 20minutos, Laura Pausini replica alle polemiche che l’hanno investita dopo essersi rifiutata di intonare Bella Ciao durante un programma spagnolo di cui era ospite. La cantante era negli studi di “El Hormiguero” per presentare “La Voz”, variante spagnola di “The Voice”. I coach Luis Fonsi, Pablo López e Antonio Orozco le chiedono di intonare dei brani italiani. Lei si butta con “Cuore matto” di Little Tony, ma gli altri propongono la canzone del partigiano. A quel punto Pausini precisa: «Non intendo cantare canzoni politiche». Il conduttore accoglie la richiesta della popstar, ma la sua decisione non passa inosservata e dopo pochi minuti infiamma il web. Pif le risponde dritto per dritto sui social: «Pensare di non cantare Bella Ciao per non voler prendere posizione è una gran minchiata. Quando ti rifiuti di cantarla hai già preso posizione». E aggiunge: «P.S. Al mio funerale cantate Bella Ciao. Perché voglio prendere posizione al riguardo, anche da morto». «La canzone della resistenza antifascista, che ha incluso liberali, socialisti, monarchici, cattolici, anarchici e comunisti, dimostrando che il sentimento antifascista non è un fatto di politica», si legge tra i commenti, «ma un valore che dovrebbe essere universalmente condiviso». Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini, a “L’aria che tira” su La7: «Io adoro Laura e ha diritto di cantare quello che preferisce. Non è che se uno non canta Bella ciao è un reietto. Semplicemente l’ha ritenuta una canzone politicamente strumentalizzata da una parte politica, sbagliando perché la liberazione del Paese dall’oppressione nazi-fascista è una conquista di tutti».