Per le vie di Roma spunta il Papa nero: è la provocazione di Pep Marchegiani

5 Gennaio 2023

L’installazione realizzata dall’artista pescarese è comparsa ieri in diverse zone della capitale Un pontefice immaginario dal nome Celestino VI protagonista di “Habemus Papam, nero!”

PESCARA. È la nuova provocazione artistica a firma di Pep Marchegiani, l’artista contemporaneo pescarese noto per le sue installazioni, la più famosa delle quali quella a Roma, dove incappucciò con sacchetti di plastica neri le statue del Pincio, per evidenziare il degrado in cui versava la Capitale. Questa volta, al grido di «Habemus Papam, nero!», Marchegiani intende lanciare una riflessione, laica, sul potere ecclesiastico. La performance, che si inserisce nella lunga tradizione delle Pasquinate, consta nell'apparizione dell'immagine dell’inesistente pontefice africano sulla celebre statua di Pasquino, sul lungotevere del Cupolone e in diversi luoghi iconici della Città eterna, come ai piedi della statua di Giordano Bruno in Campo dei Fiori.
Pep Marchegiani, classe '71, fervente sostenitore dell'arte senza padroni, non è nuovo a provocazioni di questo genere, che portano a una riflessione sullo stato e sul ruolo dell'arte contemporanea: ad ispirarlo un sogno, poi materializzato in un'effige, in un Nft e in un sito, E-pray, tutti dedicati alla figura del nuovo “papa nero”, da lui denominato Celestino VI. «L'idea della performance», racconta l'artista nato ad Atri e residente a Pescara, «arriva da una veggenza in cui l'eredità spirituale di San Pietro è raccolta da Celestino VI, primo Papa proveniente dalla zona di Dar Gum'a in Sudan. Un papa africano, dunque, con un nome che evoca la celebre figura di Celestino V, di memoria dantesca, primo pontefice a rinunciare al soglio papale. Dopo di lui ha dato le dimissioni Papa Ratzinger, scomparso di recente». Celestino VI, come il suo ideale predecessore, l'eremita del Gran rifiuto, sarebbe un Papa dei poveri, di una Chiesa pura, essenziale, evocativa delle sue prime forme.
L'artista ha già firmato simili performance: oltre alla copertura delle statue del Pincio, aveva presentato a Firenze l’installazione Fu’renze, piazzando in piazza della Signoria, piazza del Duomo, all’ingresso della Galleria degli Uffizi e nei principali luoghi della città riproduzioni di un David di Michelangelo superdotato e con folta chioma. E ancora, la Reggia di Caserta, messa in “vendita” per inutilizzo. Il viaggio di Celestino VI continuerà in altre città.