Pescara, bombardamenti del ’43 Sacerdote ripercorre la guerra

Iniziativa promossa per la ricorrenza degli ottant’anni, l’attore e drammaturgo al Circus con lo spettacolo “Quando il grano maturò – Storie di gente r-esistente”
PESCARA. Ricorre l’ottantesimo anniversario del bombardamento che colpì la città di Pescara, durante il secondo conflitto mondiale. Era il 31 agosto 1943 e il ricordo è ancora vivido nella memoria collettiva. Pescara commemora una pagina indelebile e drammatica della sua storia con un’imperdibile proposta targata CuntaTerra. Andrà in scena domani alle 21, al Teatro Circus, “Quando il grano maturò – Storie di gente r-esistente”, spettacolo di narrazione teatrale sul tema della Resistenza Umanitaria in Abruzzo durante la Seconda Guerra Mondiale. Un intreccio di memorie e racconti, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, tra analisi delle fonti storiche e interviste realizzate con i testimoni. A raccontarlo è Marcello Sacerdote, protagonista dello spettacolo e coautore della drammaturgia con Laura Curino (che ha curato la regia). CuntaTerra: “terra di racconti”. La bella avventura della vivace associazione culturale, con sede a Brecciarola, inizia nel 2018, fondata da Sacerdote, attore, cantastorie e musicista pescarese. Le storie abruzzesi, la voglia di raccontarle, di farle scoprire e riscoprire sono il filo conduttore di un progetto mosso da una grandissima passione.
Sacerdote, come nasce “Quando il grano maturò”?
Nasce dall’esigenza di raccontare la storia della Seconda Guerra Mondiale in Abruzzo con un focus particolare sul fenomeno della Resistenza Umanitaria. Quella resistenza pacifica, non armata, che si è espressa in termini di solidarietà e fratellanza, maggiormente dai ceti popolari, contadini e pastori. Siamo partiti dalla storia ufficiale, sposandola alle storie più intime: le storie delle persone, le testimonianze dirette, le memorie sociali, a partire da quelle familiari. C’è di mezzo anche la mia famiglia, con la storia di un bisnonno antifascista di Città Sant’Angelo morto in seguito alla persecuzione politica, e poi le storie dei nonni e nonne, dei padri e delle madri d’Abruzzo. C’è anche un bel capitolo sulle donne resistenti: le storie delle partigiane e delle donne abruzzesi hanno un bel rilievo nello spettacolo.
Lo spettacolo è stato presentato al Marrucino di Chieti nel 2022 ed è sbarcato in altri prestigiosi teatri della regione. Una replica è prevista a Pescara proprio il 31 agosto, in occasione dell’ottantesimo anniversario del bombardamento che colpì la città…
Abbiamo deciso di offrire alla città l’opportunità di commemorare un anniversario così significativo attraverso il teatro, grande rito collettivo di riconoscimento di queste memorie. Oltre ai due bombardamenti più emblematici per il territorio,di Pescara e Sulmona, raccontiamo la guerra dall’armistizio fino alla liberazione dell’Abruzzo e dell’Italia, la Resistenza partigiana con la Brigata Maiella.
L’Abruzzo è stato grande protagonista della Resistenza. Quanto queste storie sono realmente conosciute?
Non sono conosciute abbastanza per il valore intrinseco che hanno. Sono sconosciute o conosciute in maniera parziale, mentre è importante mettere in rete tutte queste memorie, connetterle, rendere fruibile questa grande mappa di avvenimenti umani e culturali, sociali, politici che non hanno solo un respiro regionale.
Come presenterebbe CuntaTerra?
Ci definiamo un teatro d’arte popolare dove si raccontano delle storie. Un teatro che abbraccia anche la musica, la danza, le arti sceniche nella loro accezione più variegata, che convergono per creare esperienze di condivisione. Lo facciamo attraverso spettacoli, quindi creazione di opere artistiche, e attraverso la formazione, quindi laboratori di teatro, di musica popolare, di danza e attività di benessere e crescita personale, didattica nelle scuole e progetti nel sociale.