Pescara, con il Teatro Michetti si punta su artisti internazionali

9 Agosto 2023

Fondazione Zimei e Comune in sinergia per la rinascita di un luogo simbolo Arriva il festival “Someplace Sometime” guardando ai successi di “Fuori uso”

PESCARA. Pescara deve tornare ad essere un punto di riferimento per l’arte contemporanea a livello nazionale e internazionale. Un obiettivo sul quale da otto anni è al lavoro la Fondazione Zimei e nel quale sembra ora scommettere anche il Comune. È proprio dalla sinergia tra l’ente e la Fondazione presieduta da Sabrina Zimei e la cui direzione artistica è affidata all’architetto Massimiliano Scuderi, che a breve la città adriatica assisterà alla rinascita di uno dei suoi luoghi simbolo, il Teatro Michetti di via d’Annunzio, pronto ad ospitare “Someplace Sometime”, un festival di arte contemporanea che vedrà protagonisti una ventina di artisti internazionali.
Il progetto, che prende il nome da un’opera dell’artista Graham Gussin – tuttora visibile su una parete del Ferrohotel – , trae ispirazione dalla mostra “Fuori Uso” ideata da Cesare Manzo e allestita negli spazi abbandonati della città, che negli anni ’90 e fino ai primi del 2000, rappresentò un vero e proprio modello internazionale per l’arte contemporanea. Da qui l’idea di utilizzare proprio uno dei gioielli in disuso del patrimonio immobiliare e culturale di Pescara, il Teatro Michetti, inaugurato nel 1910, distrutto da un incendio nel 1944, ricostruito nel 1948 e in uso fino all’inizio degli anni 2000. La struttura in stile liberty, oggetto di interventi di restauro, ma non ancora completata – mancano all’appello circa 1,6 milioni di euro – si presta, però, alla perfezione per accogliere la mostra collettiva. Il festival, che andrà in scena dal 28 ottobre al 31 dicembre, grazie alla concessione temporanea degli spazi della struttura alla Fondazione Zimei da parte del Comune, vedrà in esposizione artisti del calibro della brasiliana Renata Lucas, che insieme a Scuderi cura il progetto, Valerio Nicolai, Gaelle Choisne o Claire Fontaine, il duo artistico che ha ispirato il nome della prossima Biennale di Venezia, “Stranieri ovunque”. «Questo è un evento culturale di una tale rilevanza internazionale che ci consentirà di accendere un faro su un luogo simbolo della nostra città che vogliamo tornare a far splendere», commenta il sindaco Carlo Masci. «Così come è straordinaria l’idea di ripetere un’esperienza sullo stile di Fuori Uso. Vogliamo continuare a puntare sulla cultura e sull’arte, come fatto negli ultimi anni, coinvolgendo anche le periferie». Un incontro fortunato, dunque, quella tra la Fondazione, che a Pescara opera nello spazio A Sud di corso Vittorio Emanuele, e l’amministrazione di Pescara, nato dall’intraprendenza di Scuderi e Zimei e dalla lungimiranza dell’assessore alla cultura Maria Rita Carota, che cogliendo la rilevanza dell’evento si è attivata per renderlo possibile, nonostante le difficoltà burocratiche. «Ricordo che una delle stagioni migliori di Fuori Uso fu quella realizzata all’interno dell’Aurum, non ancora riqualificato», evidenzia Carota, «per cui l’auspicio è che questo evento possa essere il trampolino di lancio per la rinascita del Michetti». Così come la speranza degli organizzatori è che “Someplace Sometime” possa essere solo l’edizione zero di un evento da ripetere a cadenza annuale, coinvolgendo diversi luoghi della città. «A Pescara vogliamo creare un obbligo di passaggio per l’arte contemporanea internazionale», spiegano Scuderi e Zimei. «Abbiamo vissuto l’energia dei tempi d'oro in questo campo per Pescara, a partire dagli anni ’70, con le gallerie di Mario Pieroni, Lucrezia De Domizio Durini e Cesare Manzo, fino al successo internazionale di Fuori Uso. Vogliamo e dobbiamo rivendicare quel modello nato proprio in questa città».