Pescara, morto a 94 anni Edoardo Tiboni, con Flaiano creò la Società del Teatro

13 Dicembre 2017

Primo direttore della Rai Abruzzo, Tiboni ha fatto la storia della cultura a Pescara e in regione creando il Premio internazionale Flaiano, il teatro-monumento d'Annunzio e il Mediamuseum. I funerali domani a San Cetteo

PESCARA. Si è spento all'età di 94 anni Edoardo Tiboni, patron del Premio internazionale di cinema e letteratura Ennio Flaiano e creatore del Mediamuseum, di cui recentemente aveva lasciato la presidenza alla figlia Carla.

Nato a Vasto il 31 maggio 1923, laureatosi nel 1946 a Roma dopo studi di giurisprudenza ed economia, Tiboni inizia giovanissimo una intensa attività pubblicistica che nell’immediato dopoguerra lo porta a Pescara alla direzione di alcuni periodici e infine, con Raffaele Laporta, dell’Annuario Abruzzese (1948-49). Dal 1951 al 1953 è responsabile del Mattino d’Abruzzo, il primo quotidiano pubblicato nella regione. Nel 1953 è chiamato a dirigere la sede Rai per l’Abruzzo e Molise e, in questa nuova veste (che conserverà fino al 1988) e per la sua complessa esperienza riesce a raccogliere intorno a sé le migliori intelligenze regionali, con il proposito sia di far rinascere, in Abruzzo, un fecondo dibattito di idee, sia di rinvigorire l’interesse per gli studi umanistici, sociologici ed economici. Dà particolare impulso ai programmi culturali, promuovendo campagne sistematiche di raccolta di materiale etnografico, concorsi di musica folcloristica, cicli di trasmissioni dedicate alla storia e all’economia, alla letteratura, all’arte, al teatro, al cinema, alla musica e alla poesia regionali, i cui testi sono via via riuniti e diffusi in una serie di libri che costituiscono ancor oggi una fondamentale collana, ben nota agli studiosi.

Negli stessi anni Tiboni ottiene la collaborazione di intellettuali, scrittori, artisti e musicisti fra i più qualificati (da Silone a Pomilio, da Flaiano a Laudomia Bonanni, da Guido Albanese ad Antonio Di Jorio, Domenico Ceccarossi, Michele e Tommaso Cascella e numerosi altri) e promuove la realizzazione di programmi televisivi di grande interesse documentario, tra cui uno di tre ore sull’Abruzzo con testi dannunziani e un altro su Ennio Flaiano. Nel 1963 promuove, a Pescara, le celebrazioni per il centenario della nascita di Gabriele d’Annunzio, con la realizzazione del teatro-monumento al poeta e dirige la prima stagione teatrale estiva (con tragedie di classici greci e dello stesso D’Annunzio), nonchè la mostra dei cimeli e manoscritti nella casa natale del poeta e un “Omaggio a D’Annunzio delle Nazioni di lingua neolatina" con rappresentanti di paesi di quattro continenti. Insieme allo scrittore Ennio Flaiano, che ne sarà il primo presidente, Tiboni crea la Società del Teatro e della Musica di Pescara, e nel 1973 la rivista Oggi e Domani. Nell'anno seguente nasce il Premio Flaiano di cinema letteratura teatro e televisione, che quest'anno ha compiuto il 44° anniversario.

Da tempo malato, Tiboni era sparito dalle scene pubbliche da quasi due anni. Tanti gli aneddoti sulla sua vita e sulle sue amicizie, caratterizzati dal suo carattere burbero e mai domo davanti alle ingiustizie. Quando aveva vent'anni Edoardo Tiboni rischiò anche di essere fucilato dai nazisti: il tenente tedesco che lo teneva sotto controllo sapeva che il giovane tenente dell'aeronautica faceva sentire ai commilitoni Radio Londra, ma non riuscì mai a prenderlo in castagna. Tiboni lascia la moglie Annunziata, con la quale ha avuto i figli Ettorre, Gian Mario, Chiara e Carla. Il mondo della cultura abruzzese, e non solo, perde un grande testimone e promotore culturale. I funerali sono in programma domani (giovedì 14 dicembre) a Pescara  alle ore 15,30 nella cattedrale di San Cetteo.

Il ricordo del presidente della Regione D'Alfonso. «È dolore vivo quello che provo nell'apprendere della morte di Edoardo Tiboni. Con la sua scomparsa viene a mancare un punto di riferimento della cultura non solo regionale, ma anche nazionale». Sono le parole, affidate a una nota, del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che da sindaco di Pescara inaugurò il Mediamuseum, fiore all'occhiello della cultura cinematografica italiana. «Tiboni è infatti il fondatore del Premio intitolato a Ennio Flaiano, di cui era amico, che dal 1973 ha visto passare in Abruzzo i protagonisti della cultura e dello spettacolo a livello mondiale, rivelatosi in tre casi, con gli scrittori Josè Saramago, Imre Kertesz e Seamus Heaney, il viatico alla vittoria del Nobel per la letteratura». «Egli ha dato impulso all'arte della conoscenza - prosegue D'Alfonso - creando il Centro Nazionale di Studi Dannunziani e l'Istituto Nazionale di Studi Crociani, completando così l'omaggio alle tre grandi figure letterarie figlie d'Abruzzo: Flaiano, D'Annunzio e Croce. A lui si devono anche la nascita dell'Istituto Multimediale Scrittura e Immagine e del Mediamuseum, che uniscono conservazione del passato e creazione di nuove attività sotto il segno del cinema. Ma non solo: Tiboni fu anche il primo direttore della sede abruzzese della Rai e il promotore della realizzazione a Pescara del teatro D'Annunzio e della relativa stele quale omaggio della città al Vate. Questi tratti fanno di lui una personalità rifulgente nella storia della cultura, una figura epica che entra a pieno titolo nell'Olimpo dei grandi abruzzesi. La sua vita è stata intensa, ma la sua perdita - conclude D'Alfonso - lascia un vuoto: ora sta a noi raccogliere i frutti della sua semina fertile per costruire attività e iniziative. A sua figlia Carla, che ne sta meritoriamente portando avanti l'opera, e ai suoi familiari giungano le condoglianze vivissime mie e della regione tutta».

Il ricordo del sindaco Alessandrini.  «L'Abruzzo perde un riferimento importante. Tiboni ha fatto cultura per tutta la sua vita e ne ha portato l'eco migliore nella sua Pescara». È quanto scrive, in una nota, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini. «Con Edoardo Tiboni scompare sicuramente un caposaldo della cultura in Abruzzo e un avamposto nazionale nella sua promozione. Attraverso il Premio intitolato a Ennio Flaiano, suo personale amico, ma anche un talento della città e della regione dove il 'professorè ha deciso di restare e operare come giornalista, editore, saggista e voce, ha portato nella sua terra il meglio della letteratura, del cinema, dello spettacolo e della televisione, che è entrata anche nella sua storia professionale e personale quando è diventato il primo direttore della sede Rai in Abruzzo». «Pescara perde anche uno speciale costruttore, che attraverso l'Istituto Multimediale Scrittura e Immagine e del Mediamuseum, la sua ultima intuizione, ha fatto in modo che la memoria culturale italiana trovasse a Pescara un posto per crescere ed educare le nuove generazioni. Con tutto questo lavoro e con la convinzione che potesse essere motore anche del territorio, affermata talvolta con tenacia e veemenza, Tiboni ha di certo contribuito a fare di Pescara una vetrina prestigiosa, allineando traguardi a un cammino di cui oggi raccoglie il testimone sua figlia Carla per portarlo avanti. Perché questa strada potesse continuare ad avere un orizzonte certo ha sempre cercato un dialogo con la politica e le istituzioni, Comune in primis, che si stringono al cordoglio della famiglia e lo salutano con affetto e stima a nome della città».

Il ricordo di Marco Presutti. Il vice presidente del Mediamuseum, consigliere comunale e docente universitario Marco Presutti ha postato sul suo profilo Facebook un lungo omaggio-ricordo a Edoardo Tiboni. Ne riportiamo un ampio stralcio: «Edoardo Tiboni è stata una figura-cardine di un continuo e molteplice fluire, che ha saputo per molti decenni tenere insieme le ragioni di d’Annunzio e di Flaiano, ma anche di Benedetto Croce e Ignazio Silone, di Francesco Paolo Michetti, dei Cascella e dei Pomilio e di moltissimi altri protagonisti abruzzesi, le cui gesta e la cui memoria sono state conservate grazie a pubblicazioni delle loro opere, ma anche con incisioni delle loro voci e immagini della loro vita e giornate di studio a loro dedicate. E poi le tante conquiste, dal Premio Flaiano con i suoi 44 anni di gloria e i suoi premiati futuri Nobel per la letteratura e futuri premi Oscar. E insieme ai progetti per Flaiano, emergono i segreti di un’amicizia che fu breve ma appagante. Il celebrato Vate, poi, con l’intestazione di un premio di poesia che ha coinvolto l’Università di Chieti-Pescara che ne porta il nome e i maggiori letterati del Novecento, da Mario Luzi a Yves Bonnefoy, da Adonis ad Hans Magnus Enzensberger, da Mark Strand a Evgenij Evtushenko, da Nathan Zach a Bernard Noël. “E infine un luogo che ha unificato questo continuo cercare: il Mediamuseum. Più che uno spazio sembra una fissazione del tempo. Nel silenzio di quelle che furono le chiassose aule di un tribunale vivono insieme gli abiti del teatro dannunziano e le pellicole firmate Flaiano, i manifesti cinematografici di Manfredo Acerbo e i muti omaggi ai maestri come Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Ci piace immaginare che tutto si animi ogni notte, quando le luci sono spente, in un dialogo d’amore tra chi ha amato questa terra, povera materialmente, ma ricca di fantasia. Uno spettacolo che ha avuto un solo regista: Edoardo Tiboni».

Il ricordo dell'assessore Di Iacovo. «Tiboni è stato una vera e propria istituzione culturale per la città e anche per la regione. L'eco dell'importanza del suo nome e di tutto quello che nella vita ha fatto per la cultura mi riporta a quando ero bambino e alle frequentazioni che legavano mio padre al Professore». Lo scrive in una nota l'assessore alla Cultura del Comune di Pescara, Giovanni Di Iacovo. «La città perde un concittadino appassionato, era stato tra i fondatori del Teatro d'Annunzio, un promotore del cinema, del teatro, della letteratura, della scrittura, della poesia, delle arti e degli abruzzesi. Un infaticabile "agente" della cultura regionale, che ha spinto attraverso i suoi nomi migliori: da Flaiano e D'Annunzio anche Benedetto Croce. A tutti mancheranno anche le sue prese di posizione, Tiboni non ha mai fatto mancare il suo contributo quando sul piatto del confronto c'era la crescita della città. Diciamo addio a un illustre concittadino di cui dobbiamo tutti portare avanti il testimone».

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