Peslikas e Spalletti per i 20 anni della galleria d’arte Vistamare

10 Ottobre 2020

Pescara, domani l’inaugurazione della mostra del pittore di origine cipriota E al Petruzzi la proiezione del docufilm di Galletta sul grande artista abruzzese

PESCARA. Mettere in dialogo gli artisti con il territorio, con produzioni legate al vissuto della città. Alla vigilia dei vent'anni di attività - giugno 2021 - la galleria Vistamare di Benedetta Spalletti rilancia il suo obiettivo «per rendere Pescara attraente e originale al turismo dell'arte». Si riparte domani con un'intensa giornata di appuntamenti. Alle 10.30 nella sede espositiva in Largo dei Frentani, cuore di Pescara vecchia, si inaugura la prima mostra personale di Polys Peslikas (1973, Limassol), artista di origine cipriota che vive e lavora a Londra. Peslikas presenta dipinti inediti dal nuovo filone di ricerca che trae spunto dall’immagine del marinaio, ispirazione scaturita dall’identità marittima e nautica propria della città di Pescara. Immagini che l’artista traduce sulla tela/palinsesto di forme sedimentate, meditazione sull’atto stesso del dipingere.
Sempre domani come «dono alla città» secondo il desiderio di Ettore Spalletti, la nipote Benedetta presenta a un anno dalla sua scomparsa e in segno di «ricordo affettuoso» il film “Ettore Spalletti” di Alessandra Galletta. Il film documentario verrà proiettato all'auditorium Petruzzi in via delle Caserme dalle 13 alle 21 ogni due ore, l'ingresso alla proiezione è libero e fino ad esaurimento posti (limitati a 70 dalle norme anticovid).
Il biopic, di 1h30’ con sottotitoli francese e inglese, è stato presentato in anteprima al Nuovo Museo Nazionale di Monaco in occasione della mostra personale dell’artista, e lo scorso anno in anteprima nazionale a Lo Schermo dell’Arte Film Festival di Firenze. Si racconta la realtà quotidiana dell’artista abruzzese nei suoi luoghi, Pescara, la casa a Spoltore, lo studio a Cappelle sul Tavo, le abbazie, le montagne, il mare e il cielo d’Abruzzo. Un ritratto umano e artistico attraverso le numerose mostre personali nelle più importanti gallerie internazionali e musei.
«Penso che l’arte non ha bisogno di tutte queste cose, non ha bisogno dell’intelligenza, non ha bisogno del racconto intelligente, si libera di tutto per trovare proprio il dono dell’arte», si ascolta nel film dalla viva voce dell'artista. Il film è stato realizzato da Alessandra Galletta registrando in presa diretta la vita privata e professionale di Spalletti. Un’occasione per comprendere il senso profondo della sua opera, ascoltare le sue riflessioni sull’arte, entrare in punta di piedi nei luoghi che hanno ispirato il suo lavoro e la sua vita quotidiana. E fino al 12 febbraio “Paintings” di Polys Peslikas è aperta da Vistamare con ingresso libero, orario 9.30- 19.30 dal martedì al venerdì. Con la nuova produzione l'artista - che ha rappresentato la sua Cipro alla Biennale di Venezia 2017 - rinnova la collaborazione con le gallerie di Benedetta Spalletti (Pescara e Milano). Peslikas indaga le potenzialità della pittura astratta attraverso superfici dense ed elaborate, in cui i frammenti figurativi sono colti in uno stato di flusso perpetuo. La nuova mostra è interamente composta da dipinti inediti e recenti che ruotano attorno a tre soggetti ricorrenti: il retro di una divisa da marinaio, nature morte marittime e uno sgabello solitario. Disposti con parsimonia attraverso le stanze della galleria, questi dipinti di dimensioni varie compongono insieme una drammaturgia silenziosa di ripetizioni, variazioni e riemersioni. Dei suoi elaborati lavori Alessandro Rabottini scrive: «I dipinti di Polys Peslikas sono luoghi di instabilità e trasformazione: un’immagine ne genera un’altra, i significati sono plurimi e le forme aperte. Guardando i marinai li si potrebbe associare al clichè di una fantasia omoerotica come se ne trovano tante nel cinema e nella letteratura, ma se si guarda meglio ci si accorge che i corpi non ci sono più e che le uniformi stesse sono diventate un motivo quasi tattile, seppure astratto. Le nature morte con soggetti marini conservano la memoria di un genere pittorico nobile ma sono sempre sul punto di precipitare nella nostalgia, come souvenir costieri di poco valore. In realtà, a guardare con attenzione, ci si potrebbe chiedere se quei coralli non siano in realtà arti umani. Peslikas si confronta con questo campo di iconografie e lo trasforma in un caleidoscopio ossessivo di memorie, in un deposito mutevole di frammenti distanti nel tempo».