Piccioni e il suo cinema, incontri con grandi autori, omaggio a Gaber e teatro

Presentata la nuova edizione del festival teramano di Spazio Tre Il direttore artistico si congeda: «Finisce un’avventura durata 30 anni»
TERAMO. Il cinema di Giuseppe Piccioni, i libri di Marco Lodoli, Sandra Petrignani, Italo Moscati, musica con l’omaggio a Gaber, teatro nel segno di Cassandra, la mostra con l’inconfondibile Fauno di Stefano Canulli, immagine guida del festival. Trenta annate per un festival culturale sono tante, specie se esso si è mantenuto sempre su altissi livelli nonostante i contributi calanti. Ora però il regista Silvio Araclio, ideatore e direttore artistico a Teramo del MaggioFest, rassegna allestita dall’associazione culturale Spazio Tre, ha deciso che è venuto il tempo del congedo per la sua creatura.
Presentando ieri a L’Arca alla stampa l’ultima edizione del festival, in compagnia del sindaco Gianguido D’Alberto e dell’assessore agli eventi Antonio Filipponi, che vorrebbero invece rilanciare, Araclio ha rievocato memorabili edizioni passate con ospiti internazionali, da Wim Mertens a Roger Eno, dalle étoiles della danza Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano agli allora giovani registi di belle speranze Ozpetek, Sorrentino, Garrone, dall’indimenticabile Piera Degli Esposti a Dacia Maraini, da Peppe Barra a Lorenzo Salveti, dai maestri del cinema Luciano Emmer e Gillo Pontecorvo alla sezione VideA dedicata fin dal 1998 ai giovani filmmaker abruzzesi. Un elenco sconfinato di nomi e ricordi e buffi aneddoti, che parte dalla prima edizione del 1993.
IL BILANCIO Il direttore artistico ha definito il MaggioFest «una ballata di primavera, che ha avuto un seguito enorme, tanti amici, e ha fatto anche scandalo, con rassegne come “Demoni e Gay”, dedicata al cinema lgbt quando certo non era di moda, o proiettando “Salò” di Pasolini nel trentennale della morte, ospite l’interprete Paolo Bonacelli». Il Maggio ha riempito trent’anni fa un vuoto intellettuale, ha ribadito Araclio, sottolineando come la rassegna fosse frutto del lavoro di un pugno di persone, tra le quali l’ex presidente Carla Piantieri: «Non ci siamo mai serviti di agenzie, impresari, intermediari per contattare gli ospiti. Ci siamo mossi in modo autarchico. Andare, muoversi, incontrare, anche con faccia tosta: così, con la sola forza delle nostre proposte abbiamo portato tanti protagonisti a Teramo. Al pubblico va il nostro grazie per la lunga avventura». Ed eccolo questo 30° MaggioFest, che tutti si augurano non sia l’ultimo.
LIBRI I 7 appuntamenti in scaletta sono aperti dalla sezione Maggio Libri, 3 incontri con scrittori condotti da Maria Ida Gaeta, artefice della Casa delle Letterature a Roma e ideatrice di festival letterari capitolini: martedì 3, alle 18 (stessa ora per gli altri due incontri) all’Ipogeo “Le sorprese. La letteratura rovescia la realtà”, incontro con Marco Lodoli; mercoledì 11, L’Arca, “La scrittura delle donne”, conversazione con Sandra Petrignani, con letture affidate all’attrice Elisa Di Eusanio; martedì 24, L’Arca, “Pier Paolo Pasolini. Vivere e sopravvivere”, recente lavoro di Italo Moscati pubblicato da Lindau per il centenario della nascita del poeta-romanziere-regista.
CINEMA Giovedì 5 maggio arriva il regista Giuseppe Piccioni col suo ultimo bellissimo film “L’ombra del giorno” (multisala Smeraldo, ore 21), interpretato da Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli e ambientato nella natìa Ascoli Piceno; Piccioni converserà col critico cinematografico Leonardo Persia. La serata con Piccioni chiude idealmente un cerchio: il regista ascolano, autore di un cinema sensibile e denso, simbolico e toccante, fu il primo cineasta ospitato dalla sezione Maggio Italiano nel 1994, inaugurando le personali dedicate alle nuove voci del cinema nazionale.
MUSICA E TEATRO Sabato 14 ecco “Omaggio a Giorgio Gaber – Oddio come siamo libere!”, con Valentina Cardinali (voce e pianoforte) e Marzia Ercolani (voce e corpo) che attraversano con ironia e poesia monologhi e canzoni del Signor G; allo Spazio Tre Teatro, inizio alle 21. Stesso luogo e stessa ora, venerdì 20, per la proposta teatrale: tra Euripide, Wislawa Szymborska e Christa Wolf la modernità di un personaggio immortale in “Cassandra, il dono e la condanna” di e con Donatella Ferretti e con Alessandra Lazzarini. Questi due spettacoli sono a pagamento, gli altri ingressi sono gratuiti.
LA MOSTRA Il cerchio si completa anche con un artista, art director, illustratore internazionale, collaboratore della maison Mugler, del Cirque du Soleil, Cartier e altri marchi prestigiosi: “Stefano Canulli e il Fauno del Maggio” è la mostra di manifesti, disegni, bozzetti e gouaches che farà ammirare, dal 27 maggio al 26 giugno a L’Arca, le invenzioni visive di Canulli per il MaggioFest, simboleggiate dal satiro diavolesco creato come logo del festival. «Il Fauno di Stefano ci ha accompagnato e anche demonizzato», ha ricordato ridendo Araclio «Tanto che un assessore della Vibrata sul Messaggero disse che la nostra era una manifestazione del diavolo! Magari! Il male si ricorda, il bene no».