Pio e Amedeo: «Per noi foggiani, Pescara era come Las Vegas»

6 Gennaio 2024

Il duo comico accompagna il film “Come può uno scoglio” nelle sale di Spoltore e Montesilvano con quattro repliche

PESCARA. L’irriverente comicità di Pio e Amedeo sbarca al cinema e le sale dell’area metropolitana pescarese registrano il sold out. Sono 5 gli appuntamenti in programma domenica quando i comici pugliesi Pio D’Antini e Amedeo Grieco saranno in Abruzzo per introdurre le proiezioni del loro nuovo film, “Come può uno scoglio” di Gennaro Nunziante.
Si inizia dal cinema The Space di Montesilvano alle 17, per poi proseguire al Multiplex Arca di Spoltore con quattro repliche di cui le prime tre già sold out (18.10, 18.30, 18.40 e 18.45). La pellicola, uscita nelle sale lo scorso 28 dicembre, vede protagonista il duo foggiano diventato celebre grazie a programmi come Le Iene, Emigratis, Amici di Maria De Filippi e Felicissima sera, e poi approdato anche a teatro, con Felicissimo Show (tuttora in tournée), e al cinema, con “Amici come noi” di Enrico Lando, “Ma tu di che segno 6?” di Neri Parenti e “Belli Ciao” di Nunziante.
E proprio quest’ultimo regista ha deciso di scommettere ancora su Pio e Amedeo, impegnati in una storia che vede il primo nei panni di un giovane imprenditore e candidato sindaco dal carattere debole, e il secondo nelle vesti di ex detenuto e factotum.
In tre parole, come descrivereste il film?
Pio: «Un film per tutti, siamo riusciti a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che facciamo di solito».
Amedeo: «Erano tre parole, sei già a 15. Divertente, trasversale, riflessivo. Metto subito in evidenza un gap culturale che si ripeterà per tutta l’intervista».
Perché andare a vederlo?
Pio: «Perché ti fa staccare dai problemi di tutti i giorni. A noi spetta strappare un sorriso e raccontare una storia bella e ho la percezione che ci siamo riusciti. E poi per tornare al cinema, perché c’è più gusto a condividere una risata».
Amedeo: «Se non avete niente di meglio da fare… Il capodanno è passato, il Blue Monday è alle porte. Andate al cinema e per due ore non ci pensate».
Vent’anni in coppia, non vi siete stancati?
Pio: «Sì. Io ho proposto ad Amadeo una consensuale. Io mi tengo i due figli e a lui lascio una 127 del ‘93, e 850 euro al mese di mantenimento».
Amedeo: «Io dico sì a tutte le sue condizioni, basta che non intavola un discorso perché, come vedi, è prolisso».
Se non aveste incontrato l’altro, sareste arrivati ugualmente così lontano?
Pio: «Sicuramente avrei fatto lo stesso lavoro ma sarei stato più leggero perché a stare dietro ad Amedeo, sorella cara, ci vuole pazienza».
Amedeo: «Io senza di lui a questo punto sarei al 41 bis».
In un mondo sempre più attento al politically correct, quanto è difficile essere comici?
Pio: «Difficilissimo. Però noi ci siamo presi questa responsabilità e ne abbiamo fatto un marchio di fabbrica. Qualcuno prova a specularci, ma la gente vuole leggerezza. La cosa che mi rammarica di più è che siamo rimasti solo noi in Italia ed è un peccato perché in passato abbiamo avuto dei grandi che hanno affrontato con leggerezza tante tematiche. Oggi sono tutti in confort zone».
Amedeo: «Voleva dire che sono tutti più paraculi e attenti a evitare polemiche. C’è sempre chi si offende, ma non sempre chi si offende ha ragione. La comicità dovrebbe essere un territorio franco».
Tv, teatro, cinema. Dove è più difficile far ridere?
Pio: « In tv è molto più difficile. La gente che va a teatro è predisposta. Al cinema, se sceglie la commedia, è perché cerca la risata. In tv, invece, si fa tanto zapping e ci sono dei tempi televisivi».
Amedeo: «È una questione di attenzione. La tv, ormai, si guarda con una facilità di distrarsi incredibile».
Chi dei due ha sbagliato di più durante le riprese del film?
Pio: «Quando stavamo insieme, penso il 50 e 50. Il mio personaggio in questo film era più difficile...»
Amedeo:«Eccolo qua. La senti la giustificazione?»
Pio: «Nonostante questo, Amedeo ha sbagliato di più».
Amedeo: «Io lo porto in tribunale e oltre alla 127 mi faccio intestare il box a Milano».
Qual è il comico che vi fa più ridere?
Pio: «Lino Banfi su tutti».
Amedeo: «È una bella lotta, ci sono modi diversi di far ridere. Come mi fa ridere Maccio Capatonda, nessuno. Se devo pensare al passato, Lino Banfi e Massimo Troisi. Se ne posso scegliere uno, anche io dico Banfi».
Che rapporto avete con l’Abruzzo?
Pio: «Abbiamo il mito di Pescara perché, per i foggiani, Pescara è come se fosse Miami: “vado a fare shopping a Pescara. Vado a ballare a Pescara. Vado al mare a Silvi Marina”. Per noi c’è sempre un guardare all’Abruzzo in maniera positiva, ci veniamo spesso e abbiamo un sacco di amici. Io ho fatto anche l’animatore a Martinsicuro e ci ho vissuto quattro mesi. C’è bella gente, gli abruzzesi sono molto simili ai pugliesi, anche se non so se in Abruzzo pensano la stessa cosa di noi.
Amedeo: «Per me Pescara era la Milano accessibile da Foggia, la Las Vegas. Avevo il sogno di andare a vivere a Pescara. Abbiamo un sacco di amici, è una regione piena di brava gente».
Il 2024 è appena iniziato, qual è il vostro buon proposito?
Pio: «Essere più autonomo, ma non da Amedeo. Essere più responsabili delle nostre scelte. Lo siamo sempre stati, ma ora è arrivato il momento di farlo con più lucidit»à.
Amedeo: «Liberarmi di Pio. Scherzi a parte, mi auguro leggerezza, perché ce n’è bisogno. Sono stanco delle persone che si offendono».