Placido girerà la storia di Rosario Livatino il “giudice ragazzino”

Il progetto svelato durante la cerimonia di beatificazione del giovane magistrato ucciso dalla mafia nel 1990
ROMA. «Ho un compito bello, mi dà entusiasmo e mi sento onorato di poter fare una serie televisiva su Rosario Livatino, figura eccezionale che ha dato l’esempio su cosa vuol dire essere un magistrato in quei tempi tragicamente memorabili per la storia della mafia». Lo dice con passione Michele Placido, da Agrigento, dove si trova per partecipare alla cerimonia di beatificazione del giudice Rosario Livatino nella cattedrale della città.
A ventisette anni dal film «Il giudice ragazzino» dedicato proprio a Rosario Livatino e interpretato da Giulio Scarpati, la Rai ha intenzione di rendere nuovamente omaggio al magistrato appena beatificato. Questa volta si tratterà di una serie tv destinata a Raiuno, il cui sviluppo è stato affidato a Michele Placido.
La storia di Rosario Livatino è, purtroppo, nota: il magistrato fu ucciso il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, da quella mafia di cui si era sempre occupato e che aveva sempre combattuto. L’agguato avvenne sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento mentre Livatino si recava, senza scorta, in tribunale. Per gli assassini fu facile speronare la sua auto e ucciderlo a colpi di pistola mentre tentava la fuga nei campi.
Un lavoro di ricerca storica quello voluto da Placido, che racconterà la figura del giudice ragazzino inserita nel periodo storico della sua attività di magistrato in un territorio funestato dalla sanguinosa guerra di mafia tra Cosa Nostra e la Stidda. Il set, anticipa lo stesso regista, sarà l’agrigentino mentre la durata prevista delle riprese sarà di circa un anno. Probabilmente due le puntate trasmesse da Rai1. Del nuovo progetto si sa davvero ancora poco visto che è in fase di scrittura. «Farò delle ricerche», continua Placido, che anticipa che si trasferirà in Sicilia per il periodo necessario. «Il set sarà adAgrigento, perché è qui che sono cresciuto culturalmente, grazie a Pirandello».
Anche Michele Placido ha spesso avuto a che fare con la mafia: naturalmente di quella televisiva. Un titolo, su tutti: La Piovra, in cui Placido interpretava il ruolo del mitico commissario Corrado Cattani, il cui assassinio (commissionato dall’acerrimo nemico Tano Cariddi, che aveva il volto di Remo Girone) il 20 marzo 1989 tenne incollati davanti agli schermi di Rai1 un record di milioni di spettatori. Placido è stato anche Giovanni Falcone nell’omonimo film del 1993 diretto da Giuseppe Ferrara mentre alcuni anni prima, nel 1989, era stato il professor Marco Terzi in Mery per sempre, un film non specificamente dedicato alla mafia ma all’humus mafioso in cui si muovevano i giovani detenuti del carcere minorile Rosasapina (ispirato al reale penitenziario palermitano Malaspina). Ma Placido, in passato, è stato anche dalla parte dei “cattivi”. Nel 1985, nel film di Damiano Damiani Pizza Connection è stato Mario Vialone, killer mafioso che, come copertura alla sua reale attività, gestiva una pizzeria a New York; e nel 2008 ha dato il volto a Bernardo Provenzano nella serie di Marco Risi L’ultimo padrino, dedicata all’ultimo periodo della latitanza del superboss di Cosa Nostra.