“Pompei, le ultime scoperte” in un docufilm su Rai Due stasera

27 Dicembre 2020

ROMA. L’incanto della Leda con il cigno, i misteri del Giardino incantato, la ricostruzione di una intera strada, con le case, le botteghe, i balconi. Ma anche le storie degli uomini, la vicenda...

ROMA. L’incanto della Leda con il cigno, i misteri del Giardino incantato, la ricostruzione di una intera strada, con le case, le botteghe, i balconi. Ma anche le storie degli uomini, la vicenda straziante dell’ultimo fuggiasco che gli archeologi hanno ritrovato con la testa schiacciata da un masso, il graffito della piccola Mummia, i calchi dei due fuggitivi che l’eruzione ha sorpreso a un passo da quella che speravano fosse la salvezza.
Tutte le scoperte dei nuovi scavi di Pompei, compreso il nuovo Thermopolium con il suo straordinario bancone di mescita, ma anche un viaggio sulle tracce dei tombaroli nelle viscere della grande residenza di campagna che fu la Villa del Sauro bardato, rivivono nel docufilm “Pompei l'ultima scoperta” in onda stasera alle 21 su Rai2. Cicerone d'eccezione il direttore del parco archeologico patrimonio dell'umanità, Massimo Osanna. Diretto da Pierre Stine – che ha appena vinto il premio come miglior progetto multi format al World Congress of Science and Factual Producers 2020 – “Pompei l’ultima scoperta” documenta due anni di scavi raccontando la fatica, la dedizione, le emozioni, la gioia della squadra di persone che ogni giorno lavorano per ridare luce, identità e una nuova vita alla storia. «Sono il direttore del parco e sto per vivere con voi il momento più straordinario della mia carriera, la direzione degli scavi archeologici più importanti degli ultimi 70 anni»: comincia così la guida di Osanna, che le telecamere riprendono da solo a passeggio negli scavi, «porteremo alla luce un vicolo e delle case con tutte le meraviglie che contengono, ma anche una iscrizione a carboncino che potrebbe rimettere in discussione la data stessa dell’eruzione». Un racconto che alterna le immagini delle scoperte e le testimonianze dei singoli esperti a scene ricostruite o drammatizzate con l’obiettivo di rispondere alla domanda di sempre: «Chi erano quelle persone, come vivevano, come sono morte». «Da anni questa storia mi ossessiona», dice il direttore, seduto sulle rovine della colonia romana nella zona a settentrione della città, la regio V teatro degli scavi, «è la storia di un interno quartiere nascosto sotto questo lembo di terra e sto per raccontarvela».
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