Premio Asimov, edizione 2021 con diecimila studenti in giuria

10 Febbraio 2021

L’AQUILA. Diecimila studenti fanno parte quest’anno della giuria della VI edizione del Premio Asimov riservato a opere di divulgazione e di saggistica scientifica. Studenti che, con le loro...

L’AQUILA. Diecimila studenti fanno parte quest’anno della giuria della VI edizione del Premio Asimov riservato a opere di divulgazione e di saggistica scientifica. Studenti che, con le loro recensioni, a loro volta valutate e premiate, dovranno decretare il vincitore fra i 5 finalisti: David Quammen con L’albero intricato (Adelphi); Amedeo Balbi con L’ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell’universo (Utet); Gianfranco Pacchioni con L’ultimo sapiens. Viaggio al termine della nostra specie (il Mulino); Telmo Pievani con Imperfezione. Una storia naturale (Cortina Raffaello); Barbara Mazzolai con La natura geniale. Come e perché le piante cambieranno (e salveranno) il pianeta (Longanesi). Fondatore del Premio Asimov è il fisico Francesco Vissani, dirigente di ricerca Infn e professore straordinario al Gran Sasso Science Institute (Gssi) dell’Aquila dove è stata inizialmente istituita l’iniziativa con l’intento di avvicinare le giovani generazioni alla cultura scientifica. Grazie poi alla collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e di altre realtà scientifiche, la partecipazione al Premio si è estesa: per il 2021 ci sono scuole di 14 regioni, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, nella commissione scientifica 600 insegnanti di scuola superiore. Vincitore della prima edizione nel 2017 è stato il chimico Peter Atkins, quello della seconda, sempre nel 2017, il medico Roberto Burioni; per la terza, ex aequo la fisica Helen Czerski, volto della Bbc, e il chimico Marco Malvaldi, giallista, noto per i Delitti del BarLume; vincitore della 4ª edizione nel 2019 il neuro-fisiologo Lamberto Maffei, ex presidente dei Lincei; a vincere la 5ª edizione, nel 2020, la matematica Hannah Fry. «Isaac Asimov scriveva di tutto, dai racconti alla divulgazione, parlava molto di scienza, ma non solo», sottolinea Vissani. «Di qui l’idea del premio: le barriere tra cultura umanistica e cultura scientifica non servono e non fanno bene. Come fondatore e come coordinatore del Premio sono emozionato, orgoglioso e anche un po’ spaventato» dice sorridendo.