Premio Bonanni al poeta di Tutto qui Franco Marcoaldi

L’AQUILA. «Sii transito e assieme lascia traccia». Appena un verso, per descrivere il senso più intimo della vita. “Tutto qui”, come dichiara apertamente il titolo della raccolta di poesie (Giulio...
L’AQUILA. «Sii transito e assieme lascia traccia». Appena un verso, per descrivere il senso più intimo della vita. “Tutto qui”, come dichiara apertamente il titolo della raccolta di poesie (Giulio Einaudi editore) di Franco Marcoaldi che ha vinto la Sezione A (poesia edita) della XVI edizione del Premio letterario “L’Aquila – Bper Banca Laudomia Bonanni”.
Poche ma essenziali parole hanno convinto la giuria che ieri ha voluto incoronare il poeta in una sala stracolma dell’auditorium di Renzo Piano, nel capoluogo. «Non è vero che i poeti non tengono ai riconoscimenti», ha precisato dal palco Marcoaldi. «Tanto più che questo Premio ha visto come vincitori alcuni tra gli esponenti maggiori della letteratura contemporanea». A convincere la giuria proprio quel verso, espressione sintetica della sua poesia: «C’è qui un atteggiamento riflessivo, di scavo, di rispetto nei confronti dello scorrere e dell’abitare la vita. Indagare su se stessi, consapevoli dei limiti soggettivi, dei drammatici problemi dell’umanità, è secondo l’autore un esercizio essenziale per la conquista di ulteriori spazi di conoscenza, ben sapendo che la vita è in prestito e che spetta noi migliorarla, attraverso l’affinamento di una pratica sapienziale», è scritto nella motivazione.
Ma nella raccolta c’è anche molto altro: «È un libro di esercizi spirituali per laici», si legge nella quarta di copertina, «un prezioso breviario per attraversare i dissidi interiori alla ricerca di una più umana armonia con la natura». Armonia ricercata con fatica anche dal poeta e scrittore Michel Faber, uno dei narratori contemporanei più noti al mondo, ospite d’onore del Premio. «Vorrei tornare tra qualche anno e trovare la città ricostruita interamente ripopolata», si è lasciato sfuggire sul palco Faber, accompagnato e tradotto dalla compagna Louise Young. «Anch’io ho subito un dolore grande, come voi», ha aggiunto prima di leggere alcuni versi tratti da “Undying. Una storia d'amore” (pubblicato in Italia da La nave di Teseo), il libro intimo e struggente dove ha raccolto tutte le poesie scritte per la moglie Eva, che lo ha lasciato dopo molti anni di malattia. «Dopo un grave lutto», ha concluso, «c’è sempre la speranza di una rinascita».
Speranza interpretata bene dall’altro vincitore del premio Bonanni, il giovanissimo Denis Friscioni, dell’istituto d’istruzione superiore “Amedeo D’Aosta” dell’Aquila, primo classificato della Sezione B (poesia inedita riservata alle scuole superiori della provincia). Premiati anche gli altri due finalisti: Tommaso Di Francesco con “Reificar. Vicenda silente” e Alberto Bertoni con “Ricordi di Alzheimer. Una storia”. La giuria chiamata a valutare le poesie in concorso è stata presieduta da Stefania Pezzopane e affiancata da 10 ragazzi degli istituti superiori della provincia. Per il vincitore appartenente alla prima categoria è previsto un premio di 2500 euro mentre per lo studente vincitore della seconda categoria è riservata una borsa di studio di 500 euro.