Premio Borsellino La festa della legalità in scena a Pescara

La consegna dei riconoscimenti a magistrati, scrittori ed esponenti della società in prima linea contro le mafie
PESCARA. «Questo premio mi piace perché esalta la normalità, anche se molti di noi non vivono una vita normale». Con queste parole, Giuseppe Pignatone, il procuratore della Repubblica di Roma che ha coordinato l'indagine nota come Mafia capitale, ha ricevuto, ieri mattina a Palazzo di città a Pescara, il Premio Borsellino 2016 per la legalità. Una targa con l'incisione dei volti sorridenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che Pignatone ha stretto tra le mani, consapevole del valore simbolico che il premio porta con sé.
Insieme a lui, in una sala del consiglio piena di ragazzi, si sono susseguiti gli altri vincitori, introdotti da un momento di satira della "Iena" Pietro Sparacino. A cominciare da Armando Spataro, procuratore della Repubblica di Torino e coordinatore del gruppo specializzato nell'antiterrorismo, che ha stretto in un lungo abbraccio il sindaco Marco Alessandrini. «Suo padre Emilio», ha detto Spataro, «è stato il mio maestro, questo abbraccio mi riporta a 40 anni fa, quando le nostre vite, con l'uccisione del giudice Alessandrini, sono cambiate per sempre».
Profonda emozione anche per Federica Paiola, giovane sostituto procuratore al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Nell'agosto scorso, grazie alle intercettazioni, è stato sventato un attentato contro la sua persona. Il Premio Borsellino per la cultura è andato a Francesco Benigno, storico con riconoscimenti internazionali che insegna nell'università di Teramo, autore del libro "La mala setta". Premiato poi Isaia Sales, saggista e politico, considerato uno dei massimi esperti delle dinamiche della camorra e delle associazioni mafiose. «Il problema non sta nella mentalità meridionale, le mafie esistono perché una parte di Stato che dovrebbe contrastarle non lo fa», ha detto. E poi, Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi dal 2013. In una notte dello scorso maggio, è stato vittima di un grave attentato mafioso dal quale è uscito illeso grazie all'auto blindata e all'intervento della scorta. La sua direzione del Parco si è distinta per la lotta alla corruzione. Antonio Bartuccio, ex sindaco di Rizziconi vive sotto scorta con la sua famiglia da quando ha denunciato e fatto arrestare gli esponenti della famiglia mafiosa Crea che, come emerso dall'operazione "Deus", hanno per anni deciso chi doveva diventare amministratore comunale.
«Non sono coraggioso, la mia famiglia sì», ha detto ricevendo il premio. Gerardo Capozza, uomo delle istituzioni impegnato contro la camorra, premiato per l'impegno civile. E poi Giacomo Ebner, magistrato responsabile dei Tavoli della legalità per il ministero dell'Istruzione e organizzatore della Notte bianca della legalità. Ancora, Gaetano Saffioti, imprenditore e testimone di giustizia che, dopo anni di estorsioni subite, nel 2002 decide di denunciare tutto alla magistratura portando alla condanna di esponenti di famiglie mafiose. «Sono calabrese, e lo dico a voce alta», ha detto.
Un momento emozionante anche per Filippo Cogliandro, chef di fama internazionale che nel dicembre 2008 riceve una richiesta di pizzo dalla 'ndrangheta, che prontamente denuncia alle forze dell'ordine. Nel 2013 è stato nominato Ambasciatore antiracket nel mondo. Premio Borsellino per il giornalismo a una giovane e coraggiosa cronista, Ester Castano, che ha svelato i legami con la 'ndrangheta del Comune di Sedriano, nel milanese. Sempre per il giornalismo è stata premiata Bianca Stancanelli, autrice di "La città marcia", sui rapporti tra mafia e politica a Palermo. Nei giorni scorsi, nella fase itinerante della manifestazione, il premio è stato consegnato a Fabio Anselmo, avvocato che difende le vittime degli abusi compiuti dalle forze dell'ordine. Con lui, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. E poi a Guido Lo Forte, Alfredo Morvillo e Stefano Russo. Nato il 3 dicembre del 1992 per volontà del giudice Antonino Caponnetto, il premio è stato portato avanti dall'associazione "Falcone e Borsellino", fino ad arrivare alla sua 21esima edizione. La sua anima è sempre stata Leonardo Nodari, affiancato da Gabriella Sperandio, presidente della onlus "Falcone e Borsellino", e da un gruppo di volontari. Questa edizione è stata presieduta da Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, mentre tra i garanti è stato presente don Aniello Manganiello. A presentare la cerimonia, Oscar Buonamano. Protagonisti del premio sono stati gli studenti, compresi quelli dell'Istituto De Cecco che hanno sapientemente preparato il pranzo per gli ospiti.
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