Premio Di Venanzo a Rachini, fotografo dei film di Pupi Avati

TERAMO. Pasquale Rachini, braccio destro del regista Pupi Avati sin dagli anni Settanta, è il primo nome indicato dalla giuria del Premio Di Venanzo per gli Esposimetri d’oro 2017. All’autore toscano...
TERAMO. Pasquale Rachini, braccio destro del regista Pupi Avati sin dagli anni Settanta, è il primo nome indicato dalla giuria del Premio Di Venanzo per gli Esposimetri d’oro 2017.
All’autore toscano va il riconoscimento alla carriera, ricca di 53 titoli come autore della fotografia, tra lungometraggi di fiction e film tv, dopo 16 titoli come operatore alla camera. La 22esima edizione del Premio internazionale della fotografia cinematografica Gianni Di Venanzo, in programma a Teramo nelle prime due settimane di ottobre, assegnerà come ogni anno quattro Esposimetri – alla carriera, alla memoria, per la migliore fotografia di un film italiano e per la migliore fotografia di un film straniero dell’ultima stagione – decisi dalla giuria tecnica presieduta dal critico e saggista Stefano Masi. La cerimonia di consegna dei premi si svolgerà sabato 14 ottobre nel teatro Comunale di Teramo.
La manifestazione intitolata al maestro teramano della luce Gianni Di Venanzo (1920-1966), cinque volte Nastro d’argento, stretto collaboratore di Fellini, Antonioni, Rosi, Lizzani e altri grandi della settima arte, è ideata e organizzata dall’associazione culturale Teramo Nostra, che ogni anno accende i riflettori sulle figure fondamentali dei direttori della fotografia, scrittori con la luce dell’atmosfera e dell’anima di un film.
La serata di premiazione del 14 ottobre sarà per Pasquale Rachini un ritorno a Teramo. Nel capoluogo aprutino il cineasta aretino era già stato sette anni fa, quando partecipò alla serata conclusiva del Di Venanzo insieme al produttore e musicista Antonio Avati, fratello del regista Pupi. Nato a Cortona nel 1946, ma cresciuto a Roma, Pasquale Rachini ha collaborato con Pupi Avati dagli anni Settanta, firmando la fotografia di una ventina di film del regista bolognese, a partire da “La casa dalle finestre che ridono” (1976). Ai film di Avati sono legati i riconoscimenti più importanti ottenuti da Rachini, a cominciare dal Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia per le immagini di “Noi tre” (1984). Qualche anno più tardi giunse il Nastro d’Argento per le atmosfere di “Bix – Un’ipotesi leggendaria” (1991). Per un altro film di Avati, “I cavalieri che fecero l’impresa” (2001), Rachini fu nuovamente candidato ai Nastri. All’attivo anche una candidatura alle Grolle d’Oro per le immagini di “Un uomo perbene” (1999) di Maurizio Zaccaro. La cerimonia di consegna degli Esposimetri d’oro sarà il culmine del programma del Premio Gianni Di Venanzo dopo due settimane fitte di appuntamenti (tutti gratuiti), tra proiezioni di film, mostre, convegni, presentazione di libri, concorsi fotografici, rassegna di cortometraggi, concerti, e l’ottava edizione del Premio Caporale, gestito in sinergia con l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise, che propone un concorso per cortometraggi sulla relazione uomo-animale.
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