Premio Di Venanzo alla memoria a Di Palma, fotografo di Woody Allen

L’Esposimetro d’Oro verrà ritirato dalla vedova nella cerimonia a Teramo
TERAMO. Il direttore della fotografia prediletto da Woody Allen viene celebrato dal Premio internazionale per la Fotografia cinematografica Gianni Di Venanzo. L’Esposimetro d’oro alla memoria della 26ª edizione onora Carlo Di Palma, che del teramano Di Venanzo fu aiuto e allievo.
Il riconoscimento assegnato dalla manifestazione ideata e organizzata dall’associazione culturale Teramo Nostra, sarà ritirato dalla vedova Di Palma, la produttrice Adriana Chiesa, nel corso della cerimonia di premiazione in programma a Teramo sabato 9 ottobre. Di Palma (Roma, 1925-2004) è il primo nome ufficializzato dalla giuria del Premio Di Venanzo, presieduta dal critico e saggista Stefano Masi e composta da Franco Mariotti (già capo ufficio stampa di Cinecittà Holding), Pasquale Cuzzupoli (tecnico del colore, direttore area post produzione Cinecittà Studios), Pietro Montani (ordinario di Estetica alla Sapienza), Giorgio Treves (regista e sceneggiatore), Giuseppe Venditti (autore della fotografia cinematografica), Laura Delli Colli (critica cinematografica, presidente Sngci-Sindacato giornalisti cinematografici). Anche regista di quattro lungometraggi, Carlo Di Palma fu direttore della fotografia di una settantina di film, autore delle luci per i più grandi registi italiani e stranieri: Visconti, Rossellini, Lizzani, Pontecorvo, Petri, Montaldo, Germi, Blasetti, Antonioni, Monicelli, Scola, Lumet, Risi, Bertolucci, Sordi, e soprattutto Woody Allen, per il quale diresse la fotografia di 12 film, da “Hannah e le sue sorelle” (1986) a “Harry a pezzi” (1997), ottenendo il Nastro d’argento per “Ombre e nebbia” (1992) e “La dea dell’amore” (1995). Come scrive Masi nel suo “Dizionario mondiale dei direttori della fotografia” (pubblicato da Le Mani col contributo di Teramo Nostra), Di Palma «fu uno dei precursori del passaggio dall’illuminazione diretta a quella diffusa e riflessa. Insieme a Pasqualino De Santis, portò alle estreme conseguenze la ricerca del suo maestro Gianni Di Venanzo, soprattutto nel campo del colore». Determinante il suo apporto a “Deserto rosso” (1964), primo film a colori di Antonioni, «insuperato esempio di ricerca cromatica». Gli inizi professionali di Di Palma furono legati al maestro teramano della luce: appena 16enne cominciò a lavorare come aiuto del giovane Di Venanzo, assistente ai fuochi, e «quando questi esordì da direttore della fotografia in “Achtung banditi!” (1951) di Carlo Lizzani, Di Palma venne promosso operatore alla macchina». L’esordio da direttore della fotografia nel 1960 con “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini. (afu)