Premio Di Venanzo Il mito di Mario Brega domani a Teramo

TERAMO. «’Sta mano po’ esse fero o po’ esse piuma, oggi è stata ‘na piuma»: è la frase stracult che “er principe” Mario Brega, uno degli ultimi grandi caratteristi del cinema italiano, in “Bianco,...
TERAMO. «’Sta mano po’ esse fero o po’ esse piuma, oggi è stata ‘na piuma»: è la frase stracult che “er principe” Mario Brega, uno degli ultimi grandi caratteristi del cinema italiano, in “Bianco, rosso e Verdone” rivolgeva all’atterrito tontolone Mimmo / Carlo Verdone dopo aver fatto con mano di piuma un’iniezione alla nonna (Elena Fabrizi / Sora Lella). Al mitologico Mario Brega è dedicata la biografia firmata da Ezio Cardarelli “Ce sto io… Poi ce sta De Niro”, pubblicata dalla casa editrice Ad Est dell’Equatore, che verrà presentata domani a Teramo nell’ambito del 23° Premio internazionale Gianni Di Venanzo per la fotografia cinematografica.
L’incontro, in programma dalle ore 19.30 nella sede di Teramo Nostra (in via Fedele Romani 1), è proposto dal sodalizio culturale organizzatore del Di Venanzo in collaborazione con l’associazione Detto Tra Noi e la sua iniziativa mensile Scambialibro. La conversazione con Ezio Cardarelli sarà condotta dal giornalista Rino Orsatti. Al termine Scambialibro e buffet. Ingresso libero.
Autore quattro anni fa della biografia del comico Franco Lechner, meglio noto come Bombolo, “E poi cominciatti a fa’ l’attore”, Ezio Cardarelli ripercorre nelle sue pagine la carriera di Mario Brega, morto d'infarto 71enne nel 1994, attraverso il suo lavoro di caratterista anche per registi importanti. Come Sergio Leone, nella trilogia del dollaro che tenne a battesimo il western all’italiana, Dino Risi, Steno, Luciano Salce, Nanny Loy, Carlo Verdone (quattro film) e il teramano Tonino Valerii, nella pellicola del 1973 “Il mio nome è Nessuno”. Più di una settantina i lungometraggi interpretati dall'attore romano. Introduzione di Marco Giusti, postfazione di Verdone, appendice critico-filmografica di Alberto Castellano, “Ce sto io… Poi ce sta De Niro” (frase detta da Mario Brega nel corso di un’intervista su “C’era una volta in America”) ripercorre con aneddoti e vicende inedite la vita, anche difficile, e la professione di un uomo fedele al proprio burbero e debordante personaggio, offrendo parallelamente uno spaccato della Roma popolare dal dopoguerra ai primi anni Novanta.
Nel programma del 23° Premio Di Venanzo spazio ai libri anche oggi: nella sede di Teramo Nostra presentazione dei quattro lavori di Elso Simone Serpentini dedicati alla vita culturale teramana del Novecento, “Teramo e il cinematografo”, “Teramo e il teatro di prosa”, “Teramo e il teatro lirico” e “Solo il piccone – Come fu abbattuto il teatro Comunale di Teramo”, pubblicati da Artemia Nova Editrice; accompagnamento del pianista Franco Di Donatantonio. La serata vedrà inoltre ospite l’autrice-attrice Grazia Scuccimarra, che riceverà in dono il proprio ritratto dipinto dall’artista Marco Pace. Domenica scorsa, intanto, sempre nella sede di Teramo Nostra, è stata inaugurata la mostra-concorso di fotografia “Premio Lucio De Marcellis”, curata da Frederic Vienne. Premiazione dei vincitori il 1° novembre.
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