«Premio Sulmona, un futuro con design, foto e architetura»

Parla Raffaele Giannantonio presidente della rassegna di arte e cultura «Edizione 2017 positiva ma adesso abbiamo bisogno del sostegno pubblico»
SULMONA. È da poco calato il sipario sulla 44esima edizione, ma il Premio Sulmona di arte e cultura guarda già al futuro. Ne parla con il Centro, Raffaele Giannantonio, professore associato di Storia dell’architettura all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara e presidente del circolo d’arte e cultura “Il Quadrivio“ che organizza il premio.
Che tipo di premio è il Premio Sulmona?
E’ un premio d’arte, giornalismo e cultura che da ben 44 anni tiene degnatmente il passo con gli avvenimenti contemporanei del mondo artistico-culturale. Un premio che si è autorevolmente imposto in campo nazionale e internazionale. In questo lungo arco di tempo il Premio Sulmona ha dato una grande dimostrazione di continuità e di crescita qualitativa che ha visto ruotare attorno a sé personaggi di cultura di fama internazionale. Tra gli artisti basti ricordare De Chirico, Brindisi, Calabria e Kinamoto, Kokocinschi; tra i critici d’arte Giulio Carlo Argan e Vittorio Sgarbi; tra i giornalisti Dacia Maraini. E’ degno di rilievo il fatto che, grazie al Premio, a Sulmona è stato possibile costituire la Pinaoteca comunale d'arte moderna e contemporanea, una delle più ragguardevoli d’Italia e un patrimonio di immenso valore.
Dall’inizio dell’anno lei ha preso la guida del Circolo. Perché questo impegno in prima linea?
Nel “Quadrivio” sono entrato 7 anni fa, come vicepresidente, su invito del segretario generale del Premio e direttore artistico del "Quadrivio", Gaetano Pallozzi. Lo scorso anno il Premio ha attraversato un momento di grossa difficoltà, anche economica, a causa del quale ha rischiato di chiudere. Anche su sollecitazione della sindaca, Annamaria Casini, ho deciso di impegnarmi in prima persona. Quest’anno ho raccolto il testimone di Giuliano Presutti nel ruolo di presidente ed è il mio primo Premio Sulmona.
E che Premio è stato quello di quest’anno?
E' stata l’edizione della ripresa. Sono tornati i premi per gli artisti primi tre classificati. È stata un’edizione internazionale. Come sempre, la giuria invita alla rassegna artisti di tutto il mondo, ma quest’anno, in concomitanza col Bimillenario ovidiano, abbiamo voluto anche artisti romeni. Abbiamo dato anche un volto telematico e social al premio, con l'apertura di un sito internet e pagine Facebook e Instagram, curate dalla giovane web manager sulmonese Valeria Lepore. Con un drone, abbiamo fatto realizzare da un altro giovane di Sulmona, Niccolò Sambenedetto, un video che valorizzi Sulmona e il Premio.
Decliniamola, la qualità di questo Premio.
Basta scorrere i nomi dei premiati: Giordano Bruno Guerri per la cultura, per quello che il modello-Vittoriale può rappresentare anche per noi; Nicola Di Battista, direttore di Domus, la più importante rivista di arte e architettura; Massimo Liofredi, direttore delle sedi Rai di Abruzzo e Molise; il direttore del Centro, Primo Di Nicola, che, con lo speciale in latino pubblicato per il Bimillenario ovidiano, ha lanciato un messaggio straordinario in un momento in cui tutto è improntato all’istantaneo non ripetibile. Nomi eccellenti che, insieme agli altri premiati, coniugano il concetto di “memoria e territorio” a cui abbiamo voluto improntare questa edizione del Premio.
La qualità culturale, però, non cancella le difficoltà economiche, in un momento in cui il sostegno pubblico fatica ad arrivare.
Da quest’anno abbiamo cercato di trasformare i nostri sponsor, Banca Generali e Confetti Pelino, in partner del premio, in modo da poter contare in una loro costante e maggiore vicinanza anche per il futuro, e abbiamo avuto anche la collaborazione del Rotary Club. Sappiamo, però, che i privati non hanno ancora la forza per sostenere totalmente il Premio. Riteniamo che gli enti pubblici, e in modo particolare la Regione, non possano far mancare il loro sostegno al premio, che insieme al Michetti e al Vasto, è tra i maggiori e i più longevi d’Abruzzo.
Progetti per il futuro?
Allargare il Premio alle sezioni di fotografia e design e/o architettura. Con un richiamo paolino, direi che per il futuro pensiamo ad un “rinnovamento” nello spirito del premio. Spesso si dice che il meglio sia nemico del bene. Noi vogliamo rischiare di fare meglio e rafforzare il bene costruito in 44 anni di storia.
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