“Prove di resistenza culturale” serate di teatro, narrativa e arte

21 Novembre 2014

LORETO APRUTINO. "Mille Giorni. Racconti dal disastro dell'Aquila". Con il coraggio di guardare oltre l'umana devastazione senza darsi per vinti, l'associazione culturale Lauretana –Teatro del...

LORETO APRUTINO. "Mille Giorni. Racconti dal disastro dell'Aquila". Con il coraggio di guardare oltre l'umana devastazione senza darsi per vinti, l'associazione culturale Lauretana –Teatro del Paradosso dà appuntamento nel fascinoso Castello Chiola in cima al borgo di Loreto con una terna di appuntamenti fra teatro, narrativa e arti visive: "Oltre le macerie. Prove di resistenza culturale 2014".

Il via stasera alle 21 con "Mille giorni", narrazione di Tiziana Irti (Arti e spettacolo, l'Aquila) dei racconti dal terremoto aquilano. Un viaggio frantumato nel tempo in cui un’attrice, che è anche una testimone, rivive le tante storie raccontate da persone con diverse età ed esperienze, realmente incontrate e intervistate. Le storie, come tessere di un mosaico, sono attraversate e unite tra loro dalla storia di Antonio, l’unico personaggio inventato, «cassaintegrato, licenziato, separato e suicida, se il terremoto non lo avesse salvato». «Noi pensiamo», spiegano gli autori di Mille Giorni «che le macerie dell’Aquila siano una sconfitta per il nostro Paese, che siano anche le macerie della nostra cultura e della nostra coscienza civile». Nell’atrio del Castello sarà visibile la mostra fotografica Vacanze aquilane, dell’artista Paolo Porto, visitabile fino a chiusura della rassegna. Domenica 14 dicembre il cartellone prosegue con "Bella Mia", dal fortunato romanzo di Donatella Di Pietrantonio. Un viaggio intorno alla narrazione dell'autrice di Penne finalista allo Strega, con le installazioni di Debora De Flaviis e gli interventi del Gruppo Temporaneamente presente (del CTP di Loreto) in tre luoghi-macerie del centro storico. Domenica 21 "NO", storia di un rifiuto, co-produzione di Teatro Paradosso e Arti e spettacolo, scritto e interpretato da Giacomo Vallozza per la regia di Giancarlo Gentilucci. Il pezzo racconta l’altra resistenza, ovvero il rifiuto dei 600mila soldati catturati dopo l’armistizio e deportati nei lager tedeschi. «Oltre le macerie», scrive Vallozza, anima con Fausto Roncone della storica formazione teatrale Teatro del Paradosso a Loreto, «è un augurio che facciamo a noi stessi così da trovare la forza per tendere fili invisibili e mappare un territorio devastato; per ritrovare il sorriso nonostante lo sfacelo politico, economico, sociale, in una sola parola culturale. Il sottotitolo evoca resistenza non a caso, resistenza non è solo un periodo storico; è una prassi quotidiana delle relazioni, con noi stessi, con le cose, con gli altri». Gli appuntamenti sono con ingresso libero.

Jolanda Ferrara

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