Quel giorno in cui Maradona tentò di sedurla

6 Luglio 2021

Il grande successo in America latina: in Cile fu assediata dai fan e in Argentina girò un musical

ROMA. Argentina, Cile, Messico e Perù sono solo alcuni dei Paesi latinoamericani che hanno reagito con dolore alla notizia della improvvisa scomparsa di Raffaella Carrà, indimenticabile interprete di canzoni come “Fiesta”, “Hay que venir al sur” e “Explota, explota”. I media di Buenos Aires ricordano che «da sempre la Carrà ebbe una attrazione per l’America, e soprattutto per l’America di lingua spagnola, che le tributò un’accoglienza pari solo a quella che la star era solita ricevere in Italia». Dopo un tentativo di divenire famosa a Los Angeles e un Film con Frank Sinatra (“El coronel Von Ryanal”), l’artista bolognese cambiò completamente registro e inaugurò a Madrid, negli anni 1975 e 1976 con il programma “La Hora de Raffaella”, una lunga ed entusiasmante stagione in lingua spagnola. «Era la regina della televisione italiana», scrive ora in Spagna El País. «Simbolo musicale, presentatrice, paladina dei diritti Lgtbi», si legge sul profilo Twitter del Partito Socialista, prima forza di governo in Spagna, «oggi ci lasci la tua allegria e il tuo spirito unico».
La sua allegra spregiudicatezza ed il suo ombelico scoperto che tanto piacquero ai latinos, furono però immediatamente notati dalla dittatura argentina che nel 1976 pubblicò una lista di cantanti «proibiti» che riguardavano, insieme a Claudio Baglioni e Nicola di Bari, anche Raffaella Carrà. Ma il successo del suo album “Fiesta” fu tale che nel 1979 la sua presenza fu richiesta a gran voce in America latina, tanto che l’etichetta Cgd, prodotta da Gianni Boncompagni, organizzò un tour in Argentina, Cile, Perù e Messico. Nei primi due Paesi i testi di alcune sue canzoni furono però modificate per volere di Videla e Augusto Pinochet. A Santiago la fama di Raffaella era esplosa già l'anno precedente, quando fu invitata nel programma televisivo “Sabado Gigante” e si era esibita in numerosi concerti in stadi e teatri. L'entusiasmo dei suoi fan, raccontano le cronache dell’epoca, fu tale che la Carrà «doveva sempre uscire in strada con diverse guardie del corpo». Il suo ingresso nel Pantheon dei famosi del Cile fu nel 1982 quando, dopo l'interpretazione di “Hacer bien el amor” fu eletta regina del festival internazionale della canzone di Viña del Mar. Non minore fu l’impatto in Argentina, che Raffaella frequentò dal 1978 per tutti gli anni '80 e dove girò anche un musical ambientato a Buenos Aires, “Barbara”, con l'attore Jorge Martínez che, nelle vesti di un milionario, si innamorava di Barbara (Carrà), una cantante italiana venuta in visita in Argentina. L'ultima sua visita in questo Paese sudamericano fu nel 2005, quando fu l’ospite d'onore del programma “La noche del diez”, condotto dall’amico Diego Maradona che, come raccontò Guillermo Coppola, anni prima aveva cercato di sedurla in casa sua.