«Regie d’opera irrispettose Un’offesa al nostro Paese»

PARMA. «Un'offesa al nostro Paese». Così Riccardo Muti definisce le regie non rispettose e le interpretazioni che non tengono conto dell'autore che sempre più spesso si vedono nell'opera, soprattutto...
PARMA. «Un'offesa al nostro Paese». Così Riccardo Muti definisce le regie non rispettose e le interpretazioni che non tengono conto dell'autore che sempre più spesso si vedono nell'opera, soprattutto all'estero. Il maestro - reduce da una trionfale tournée europea con la Chicago Symphony Orchestra che guida dal 2010 - ha dato l'avvio alle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini, al teatro Regio di Parma, che si trova a poche centinaia di metri dalla casa natale del direttore d'orchestra. E in una conversazione con il musicologo Harvey Sachs, davanti a un pubblico che includeva anche il sovrintendente della Scala, Alexander Pereira, Muti ha invitato a seguire la lezione di Toscanini. Ovvero che «l'opera italiana non è inferiore a quella d'oltralpe. Più studio Verdi e più mi appare la sua complessità. È un autore sacro, ogni nota è pensata». E come tale va rispettata. Quando in Germania vanno ad ascoltare un’opera di Wagner «si siedono e se uno deve fare pipì lo sparano. Io lo stesso rispetto - ha aggiunto - lo voglio per il nostro teatro operistico. Siamo la terra di Dante, di Leonardo, di Piero della Francesca e di Verdi. Io esigo rispetto». La colpa di questo sfogo, ha spiegato Muti, «è di Toscanini, perché da lui attraverso Votto, ho imparato questa tenacia». Lo sfogo non riguarda però solo regie, direzioni, e cantanti che non rispettano le partiture e il senso delle opere. Ma anche un invito a considerare l'andare all'opera come un fatto culturale. «In 50 anni di carriera, se devo dire quanti uomini politici sono venuti a sentire l'opera si contano su una mano e mezza. Ma non si va in teatro solo perché c'è una grande serata. Dobbiamo continuare con il rispetto che Toscanini ci ha insegnato».