Resistenza, un libro racconta i primi patrioti della Maiella

2 Ottobre 2016

CHIETI. Una storia di patrioti rimasta nell'ombra, e che oggi rivede la luce per l'impegno di un ultraottantenne, Guido D'Orazio, autore di un volume di memoria storica intitolato "La prima Banda...

CHIETI. Una storia di patrioti rimasta nell'ombra, e che oggi rivede la luce per l'impegno di un ultraottantenne, Guido D'Orazio, autore di un volume di memoria storica intitolato "La prima Banda Patrioti della Majella", sorta a Civitella Messer Raimondo dove ebbe il battesimo del fuoco nel pomeriggio del 5 dicembre 1943 in località S. Giustina.

Arricchita da una presentazione di Filippo Paziente, la pubblicazione è il frutto dei ricordi personali dell'autore ma, soprattutto, dei documenti di suo padre, Luigi D'Orazio, mutilato della Grande Guerra, antifascista dichiarato, che il 4 dicembre - dopo vari tentativi di organizzare un gruppo di resistenti alle violenze distruttrici dei soldati tedeschi - prende contatti a Casoli con il comando alleato inglese che concesse una pattuglia cui si unirono i patrioti di Civitella guidati dallo stesso D'Orazio e dal maresciallo di Marina Francesco Di Lullo.

Lo scontro di S. Giustina (cui parteciparono alcuni giovani civitellesi) avvenne per attaccare un camion con cui i tedeschi avevano iniziato a distruggere il paese nella mattinata del 5. Lo scontro si ripetè il 6 dicembre, e fu vittorioso, tanto che il paese venne salvato dalla distruzione totale, come invece accadde nei comuni vicini.

D'Orazio fa una carrellata degli avvenimenti bellici di quel periodo, polemizza con Vittorio Travaglini (cofondatore della Brigata Majella con Ettore Troilo) che nel suo “Diario storico” inserisce il gruppo di Civitella nella Brigata Majella il 10 gennaio 1944, mentre la confluenza, precisa D'Orazio, ebbe luogo il 16 febbraio. Non si capisce nemmeno perché Travaglini abbia indicato il 5 dicembre come data fondativa della Brigata Majella, che invece, precisa Paziente, fu il 10 gennaio, giorno della formazione della “Wigforce” del maggiore inglese Wigram.

Insomma, i primi “majellini” erano di Civitella. Ma una grande amarezza dell'autore viene fuori nel trattare le dinamiche interne a questo gruppo, sui quali si imposero due personaggi locali, Achille Sgattone e Nick Di Guglielmo, che “tramarono” per metter in cattiva luce Luigi D'Orazio, quasi sessantenne.

Trame paesane che si intrecciano con avvenimenti storici e militari sui quali si discute ancora. Settant'anni dopo una guerra che sembra non essere ancora finita.

Gino Melchiorre