«Ricordava con affetto Sulmona dove debuttò con A me gli occhi»

SULMONA. Rigore, leggerezza, umanità, calore. Queste caratteristiche di Proietti emergono da ogni ricordo di chi lo ha conosciuto . « Conobbi Gigi Proietti della presentazione alla stampa, in...
SULMONA. Rigore, leggerezza, umanità, calore. Queste caratteristiche di Proietti emergono da ogni ricordo di chi lo ha conosciuto . « Conobbi Gigi Proietti della presentazione alla stampa, in Campidoglio, della stagione del Globe Theatre, il suo gioiello», racconta il compositore sulmonese Patrizio Maria D’Artista. «Nel 2017 andavamo in scena con il suo “Enrico V”. Gli fui presentato come un “grande compositore per il teatro” e io arrossii e rimasi muto. Lui rispose sorridendo “Me sa che allora il piacere è il mio qua ce servono i compositori!”. Quella battuta ruppe il ghiaccio e iniziammo a parlare. La cosa che più mi sorprese fu il piacevole ricordo affettivo che aveva con il teatro Maria Caniglia di Sulmona, dove debuttò nel 1976 con “A me gli occhi”. Mi parlò di quello spettacolo e di qualche aneddoto e poi concluse “…ma te n’eri manco nato!”. Poi quest’estate in occasione della prima di “Venere e Adone” di Daniele Salvo, sempre al Globe, stavamo conversando su quanto appena andato in scena e gli chiesi di venire con me per un saluto a tutto il pubblico di amici e familiari che da Sulmona, Avezzano e L’Aquila erano venuti a Roma per la prima. Lui era visibilmente stanco, non in perfetta forma, affaticato, eppure disse: “certo, andiamo, il pubblico và sempre rispettato».